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I 100 anni di Antonio. La prigionia in Germania e l'unico figlio perso nell'incidente: «E' lui che dà coraggio a noi»

Occhi limpidi, schiena dritta, sorriso mite. E’ incredulo e felice Antonio Neri, 100 anni compiuti oggi, per l’accoglienza ricevuta stamane a Palazzo del Popolo assieme ad una rappresentanza della sua numerosa famiglia

ANCONA - Occhi limpidi, schiena dritta, sorriso mite. E’ incredulo e felice Antonio Neri, 100 anni compiuti oggi, per l’accoglienza ricevuta stamane a Palazzo del Popolo assieme ad una rappresentanza della sua numerosa famiglia. Antonio, nato e vissuto a Torrette, è stato invitato in Municipio dove, a nome del Sindaco e di tutta la giunta, è stato accolto dall'assessore Ida Simonella che gli ha consegnato una medaglia con lo stemma del Comune di Ancona e un mazzo di girasoli.

«Un modello di vita per più generazioni» hanno sottolineato i familiari: lui che ad appena 19 anni è stato chiamato alle armi nel 363° Reggimento di Fanteria a Vercelli, per poi essere trasferito nel Peloponneso dove infuriava la guerra e quindi fatto prigioniero e deportato nel campo di concentramento di Bad Sulza dove è rimasto per 22 mesi, sopravvivendo a stenti e atrocità. Antonio, che ha perso l'unico figlio in giovane età a causa di un incidente stradale e più di recente l'amata moglie, affronta la vita con dignità, onestà, e un invidiabile buon umore. «E' lui che infonde a noi coraggio e speranza- confermano nipoti e bisnipoti- facendo emergere il lato positivo di ogni situazione». 

Agricoltore, facchino e manovale da ragazzo, cameriere presso l'Ammiragliato di Ancona dal dopo guerra in avanti, Antonio Neri non ha mai preso la patente e si è sempre spostato a piedi e con i mezzi pubblici: questo, forse, il segreto della sua longevità assieme all'ottimismo e a un'indole affettuosa. Se è vero che il Covid gli ha «portato in cielo parecchi amici», il neo centenario, che vive orgogliosamente da solo in totale autosufficienza, non si è perso d'animo e ogni giorno, o quasi, trascorre qualche ora all'aria aperta guardando il mare da una altura di Torrette.  
 

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