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I problemi del trasporto pubblico ad Ancona secondo "Ankon nostra"

Sollecito di Ankon nostra Civica, Verde e Popolare sulle problematiche del Trasporto Pubblico «non essendo mai giunte risposte alle numerose segnalazioni»

ANCONA - Sollecito di Ankon nostra Civica, Verde e Popolare sulle problematiche del Trasporto Pubblico «non essendo mai giunte risposte alle numerose segnalazioni» si legge in una nota. Le richieste dell'associazione vanno dal ripristino della prima fermata di via Giordano Bruno, da oltre quattro mesi recintata per lavori ai sottoservizi e nonostante essi siano stati terminati da più di un mese con la posa dei sampietrini, sia la fermata che la pensilina sono ancora recintati e inutilizzabili. «Gli utenti, come  già spiegato, devono salire sui bus facendo slalom tra le auto parcheggiate sulle strisce blu e fuori dal marciapiede. E’ una situazione davvero giunta al limite». E poi: «La necessità di girare verso il marciapiede del centro scambiatore di Piazza Ugo Bassi direzione periferia i due display elettronici con gli orari di passaggio dei bus, display ora visibili solo all’interno della sala d’attesa e della biglietteria; quando esse sono chiuse (sera e festivi) nessuna informazione è data all’Utenza, soprattutto nei momenti in cui i passaggi dei bus diradano. Inoltre da diversi mesi la corsia dei filobus in Piazza Ugo Bassi è interdetta per il cedimento del terreno e che ogni volta che piove si forma un acquitrino deplorevole; Da tempo gli autisti sollecitano il ripristino delle corsie preferenziali per i bus (che negli ultimi anni sono state soppresse) e la sorveglianza delle zone bus come in Piazza Rosselli costantemente ostruite da traffico privato. Il trasporto pubblico è appetibile solo se non subisce incolonnamenti». 

Richieste anche per i tipi di bus in circolazione: «Ci sono ancora circa il 30% di autobus a gasolio e un mezzo, il 218, è in circolazione nonostante la palese vetustà. Addirittura un mezzo degli anni ’70, la 118,  viene spacciato come “bus storico” quando invece è un bus vecchio e basta! Nel frattempo nove filobus moderni sono fermi in deposito fin dal dicembre 2021. La scusa dei lavori stradali che impedirebbero la circolazione dei filobus non regge perché, se mai ci fosse l’esigenza di  staccarsi dalla linea aerea i filobus possono marciare in marcia autonoma e riagganciarsi alla rete aerea grazie alle “campane o tegolini” come avviene, anche in modo ordinario tutti i giorni, ad alcune linee filoviarie ad esempio a Roma, dove i filobus non hanno linea aerea nel tragitto Stazione Termini-Porta Pia». Il presidente Daniele Ballanti, conclude la nota, ha invece ottenuto l’interessamento dell’Assessore Paolo Manarini sulla rimozione del bitume gettato attorno ai tronchi dei platani in questi giorni nei lavori di asfaltatura.

 
 

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