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“Sì al Green pass”, dal capoluogo un grido: «Misura giusta, chi parla di dittatura studi la storia»

Una trentina di manifestanti favorevoli alla certificazione si sono ritrovati a Piazza Cavour per far sentire la loro voce. Nella disamina degli organizzatori non mancano le risposte ai cortei di protesta delle scorse settimane

Gli organizzatori Lara Remia e Fabio Ragni

“Diciamo sì al Green pass”. Si sono ritrovati in Piazza Cavour, oggi pomeriggio, alcuni manifestanti – circa una trentina - favorevoli alla certificazione verde introdotta dal Governo Draghi che diventerà obbligatoria dal 6 agosto. Attraverso un volantino pubblicato sui social, i responsabili dell’organizzazione avevano spiegato il perché della mobilitazione: “In un momento dove sembrano esserci solo voci contrarie alla misura, bisogna mandare un segnale nella direzione opposta. La pandemia non è terminata, ma gli strumenti di controllo come i tamponi e i vaccini sono la soluzione per poterne uscire quanto prima. L’art. 32 della nostra carta costituzionale conferma la tutela della salute sia come individuo che “collettività”. La misura che il Governo intende attuare è lo strumento migliore al fine di garantire il pieno rispetto della nostra Costituzione. Vaccinarsi o comunque andare nei luoghi pubblici con un tampone che attesti la negatività al Covid è lo strumento che può tutelare anche i più deboli, come gli immunodepressi. La manifestazione non sarà patrocinata da alcun partito politico e si svolgerà nel pieno rispetto delle misure di sicurezza”.

Arrivati in Piazza, parallelamente all’esposizione di alcuni cartelli Pro-Green Pass e vaccini, è stata la responsabile Lara Remia a prendere la parola: «Vogliamo dimostrare con la nostra presenza che esiste un’altra parte d’Italia, speriamo numerosa, a favore della misura adottata dal Governo. Oggi siamo in pochi ma speriamo che altre città possano seguirci sempre più numerosi poiché, a mio modo di vedere, il Green pass è uno strumento a favore della libertà e permetterà a tutti di rientrare nella normalità il prima possibile. La cosa fondamentale è che la certificazione garantisce una scelta, chi vuole lo ottiene con il vaccino chi invece non vuole, o semplicemente non può, lo ottiene attraverso un tampone. Capiamo che è un qualcosa di scomodo farsi un tampone prima del ristorante ma è giustificato dal fatto che siamo in emergenza da quasi un anno e mezzo».

A far eco un altro degli organizzatori, Fabio Ragni: «Non vogliamo arrenderci all’idea che le uniche persone che manifestano sono le persone contrarie. Il Green pass tutela anche i più deboli, quelle fasce sensibili che non possono vaccinarsi. Non faremo sentire una voce di protesta ma una voce di soddisfazione per portare un segnale di positività in questo paese. Green pass come dittatura? Bisognerebbe studiare la storia prima di dire certe cose».

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