Ultimatum di Conte, palestre in nomination: «Se ci fanno chiudere è la fine»

I titolari dei centri fitness infuriati e preoccupati: «Abbiamo investito capitali in sicurezza, si punisca solo chi non si è adeguato ai protocolli»

Foto di repertorio

Palestre in nomination dopo l’ultimatum di Conte. Nel discorso di domenica, il premier ha lanciato un monito per gli imprenditori del settore: «Se non vi adeguate alle norme di sicurezza, chiudiamo tutto». Tempo: una settimana. Che sa di agonia per i titolari dei centri sportivi, delusi, infuriati, ma anche preoccupati dall’idea di un lockdown del mondo del fitness, come già espresso da Davide Tucci, presidente della Conero Wellness, in una lettera aperta.

«Guai a fare di tutta l’erba un fascio - dice Claudia Principi del gruppo Happiness -. Chi non segue le regole venga punito, ma non è giusto che tutti paghino per l’errore del singolo. Abbiamo investito molto in sicurezza, l’Asur nelle sue visite ha certificato che è tutto a posto nelle nostre palestre: rispettiamo ogni punto dei protocolli anti-contagio. Che altro dovremmo fare?». Giulia Mattioli della palestra “I Love Fitness” di Senigallia ha partecipato all’iniziativa social sponsorizzata anche dal ministro Spadafora su Instagram in cui si mettono in evidenza le palestre virtuose, quelle che seguono alla lettera le prescrizioni contro la diffusione del Covid. «Io non chiuderò mai più - dice la 32enne -. Abbiamo investito molto nel restart che già in sé ha portato perdite e pochi sostegni. Il nostro, oltre un lavoro, è uno stile di vita, è un messaggio che ogni giorno diamo alla persone di lavorare su se stesse, di mantenersi in salute attraverso lo sport». Ma il rischio che di punto in bianco le palestre vengano chiuse è concreto. «Siamo all’ennesimo paradossa - tuona Martina Buglioni della Marty’s -. Sicuramente ci saranno realtà che non adottano le necessarie misure di prevenzione, ma allora facessero controlli a tappeto e punissero solo chi non è in regola. L’idea di chiudere di nuovo ci spaventa perché questo è il momento di fare un po’ di cassa con i rinnovi degli abbonamenti, anche se la gente è molto titubante, e riaprire il 25 maggio è stata un’impresa eroica. Noi facciamo i cani da guardia, purtroppo c’è molta mancanza di rispetto da parte degli utenti: se vogliamo andare avanti, c’è bisogno di uno sforzo di tutti». 

Ma poi, davvero il virus si combatte chiudendo le palestre? «No perché il problema si sposterebbe nei parchi dove le persone si riverserebbero per fare sport - spiega Stefano Falcicchio della Corpus -. Se non ci pensa Conte, siamo destinati a chiudere le stesso perché sono bastate le sue parole a terrorizzare le persone: le presenze sono crollate negli ultimi giorni». Anche alla Millennium hanno notato un drastico calo degli ingressi. «Una settimana di preavviso per me equivale ad una chiusura - dice il titolare, Andrea Feliziani -. Dopo le parole del premier non si iscriverà nessuno e gli incassi saranno azzerati. Ci sentiamo presi di mira, come se fossimo i responsabili della pandemia, quando in realtà è l’esatto contrario: se c’è un posto sicuro e presidiato, quello è la palestra». 

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