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Monumento imbrattato da scritte, Andreoli: «In otto anni chiesti appena 1700 euro di danni»

Il tema dei writers e di chi imbratta i monumenti in aula. Andreoli attacca: «Passa il messaggio che nessuno paga alla fine dei conti»

Microcriminalità, disagio giovanile e non solo: al consiglio comunale aperto di ieri Antonella Andreoli ha sollevato un tema sentito in città, quello delle scritte fatte da writers e imbrattatori. In merito al tema il consigliere ha specificato nel suo intervento: «Le scritte sui monumenti – ha detto durante il suo intervento – sono una piaga in questa città. Serve la volontà di fare qualcosa di concreto».

In particolare si riferisce al Monumento ai Caduti e al fatto che alcuni giorni fa siano apparse, al centro del piano rialzato e su alcune delle colonne della struttura, diverse scritte fatte a penna e con il pennarello. Ci sono sigle, simboli e disegni, fatti da ragazzini che hanno voluto imprimere il loro marchio sul monumento in pietra d'Istria. «Il problema delle scritte in città c'è sempre stato, non è una novità. Dopo la mia interrogazione in proposito - prosegue Andreoli - l’assessore Stefano Foresi ha risposto di aver chiesto 1700 euro di risarcimento in otto anni quando, per pulire una sola scritta, ci vogliono migliaia di euro. Così passa il messaggio che si può fare ciò che si vuole, tanto poi alla fine non paga nessuno. Infatti, se non si hanno i soldi per pagare il danno, si potrebbero incaricare i responsabili di ripulire o di sistemare il verde pubblico. Il modo si trova per risarcire il Comune e i cittadini, basta metterci la volontà». D'altro canto l'assesore Foresi ha fatto sapere di voler contattare al più presto la Soprintendenza «per far rimuovere le scritte». Serve, infatti, il via libera dell’organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali per avviare le operazioni di pulizia. 

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