rotate-mobile
Lunedì, 26 Febbraio 2024
Attualità

Gestione unica dei rifiuti, c'è la bocciatura della Corte dei Conti: «Opacità nell’operazione»

Parere negativo della magistratura sulla delibera approvata dal Consiglio comunale di Ancona per la costituzione della nuova società Corum scarl che avrebbe dovuto gestire il servizio in house providing

ANCONA- Gestione unica dei rifiuti nella provincia di Ancona, la Corte dei Conti boccia la delibera approvata dal Consiglio comunale dorico per la costituzione della nuova società Corum scarl che avrebbe dovuto gestire il servizio in house providing. Dunque, dopo i ricorsi di Marche Servizi e Rieco al Tar e al Consiglio di Stato, arriva anche il parere negativo, seppur non vincolante, della Corte dei Conti che ha evidenziato «opacità nell’operazione». Il progetto voluto fortemente dai sindaci di Ancona, Jesi ed Osimo ora è a rischio e i tempi per la NewCo formata da Viva Servizi (75%), Ecofon Conero (12,5%) e JesiServizi (12,5%) potrebbero decisamente allungarsi. L’Ata (Assemblea territoriale d’ambito) ha deciso di affidare la gestione integrata dei rifiuti alla Corum lo scorso dicembre. La Corte dei Conti ha rilevato la non conformità della delibera approvata dal Consiglio comunale di Ancona il 30 gennaio (così come anche quelle degli altri Comuni coinvolti che hanno approvato lo stesso provvedimento) e dell’operazione societaria in corso.

«Non emergono elementi che possono giustificare il ricorso a questo ulteriore organismo societario a partecipazione pubblica di cui l’Amministrazione approva la costituzione- si legge nel documento-. Del resto, la costituzione di nuove società o l’acquisizione di partecipazioni societarie, anche indirette, da parte delle amministrazioni locali deve ritenersi fortemente circoscritta ad esigenze particolari, in coerenza con il principio costituzionale del buon andamento e con i principi del TUSP». E ancora, si rilevano «criticità sotto il profilo della funzionalità e della razionalità operativa, quindi in grado di frustrare in origine proprio lo scopo di tale complessa operazione societaria finalizzata unicamente all’affidamento in house». La Sezione sottolinea anche «come tali valutazioni non possano, in ogni caso, sollevare l’amministrazione procedente dal suo specifico e peculiare obbligo istituzionale di vagliare la congruità e la convenienza economico-finanziaria dell’operazione, sia in considerazione delle risorse pubbliche utilizzate per l’acquisizione societaria e per il successivo affidamento del servizio, sia in considerazione delle ricadute sulla collettività amministrata delle scelte gestionali effettuate. Non può, inoltre, ritenersi aprioristicamente adeguata, da parte delle amministrazioni comunali interessate, la scelta della creazione di un nuovo ulteriore organismo a partecipazione pubblica per il solo fatto che l’Autorità d’ambito decida di affidargli il servizio, così rischiando di pretermettere, in via pressoché sistematica, una concreta valutazione delle possibilità di assegnazione, tramite gara pubblica, di servizi potenzialmente contendibili sul mercato». Nella delibera mancano poi «argomentazioni sulla sostenibilità finanziaria dell’operazione da parte dell’Amministrazione comunale e riferimenti sui possibili effetti finanziari sul bilancio comunale correlati agli aspetti di gestione e riscossione della tariffa». La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo, si riserva ogni altra valutazione.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Gestione unica dei rifiuti, c'è la bocciatura della Corte dei Conti: «Opacità nell’operazione»

AnconaToday è in caricamento