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 Alberto Frau, direttore di Coldiretti Marche

Alberto Frau, direttore di Coldiretti Marche

Agricoltura e pandemia, Coldiretti: direttore Frau parla di "eroi del cibo"

Gli imprenditori agricoli in questo anno 2020 non si sono mai fermati potendo usufruire di bandi e finanziamenti

«Nonostante lockdown e restrizioni l’agricoltura è stata l’unico settore che non si è mai fermato, ma anzi ha garantito la produzione e l’approvvigionamento costante di cibo». Coldiretti in un comunicato fotografa lo "stato di salute" del settore nella regione Marche e commenta i sacrifici fatti dai cosiddetti "eroi del cibo", ossia gli imprenditori del settore agricolo.

«Nel caos generale delle normative – spiega Alberto Frau, direttore di Coldiretti Marche - che venivano emesse e che spesso erano incomplete o tralasciavano totalmente alcuni settori mettendoli in ginocchio, Coldiretti ha fatto subito luce, dettando in modo preciso e puntuale al Governo ciò che andava normato, ciò che andava modificato e come dovevano essere indirizzati gli aiuti per gli imprenditori agricoli. Mai come in questo triste frangente si può dire che, se non ci fosse stata Coldiretti, non si sa che fine avrebbe potuto fare l’agricoltura italiana». Un’azione che si è fatta sentire anche a livello regionale. «In questi mesi – aggiunge il direttore Frau - non abbiamo mai abbandonato i soci e abbiamo continuato sempre a garantire il presidio, modellando continuamente le presenze dei dipendenti negli uffici di zona nel pieno rispetto delle normative anti Covid. Siamo riusciti così a dare un supporto costante agli agricoltori. Ciò ha permesso di far arrivare circa 6 milioni di euro nelle tasche degli associati. Tra bandi di ristoro nazionale e i 12 regionali (che Coldiretti ha chieste e ottenuto) abbiamo presentato ben 3750 domande. A ciò aggiungiamo le proroghe, le modifiche alle leggi, gli slittamenti, i pagamenti di misure bloccate, i corsi on line e tante altre iniziative che sono andate avanti per fronteggiare l’emergenza. Nessuna pratica è rimasta sospesa e non sono rimaste indietro neanche le persone con difficoltà, perché abbiamo portato cibo a chi non poteva permetterselo e abbiamo aiutato tante strutture in grande difficoltà. Abbiamo faticato molto, è vero, ma abbiamo tirato fuori lo spirito di una grande famiglia, quella di Coldiretti, pronta a correre in aiuto del prossimo nei momenti più duri e a fare quadrato quando serve, come ci hanno insegnato i nostri padri ed i nostri nonni».

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