rotate-mobile
Giovedì, 20 Gennaio 2022
Attualità

Acquaroli: «Fase complicata, difficile il tracciamento con numeri così elevati»

Il presidente della Regione Marche in un lungo post su Facebook ha fatto il punto della situazione su criticità e punti chiave da affrontare nei prossimi mesi sul tema Covid-19. Ecco i temi fondamentali che ha affrontato il governatore

Il governatore Francesco Acquaroli in un lungo post su Facebook fotografa l’attuale situazione Covid in regione e stima che gennaio e febbraio saranno «mesi complessi» elencando le criticità come il tracciamento e le priorità tra cui la scuola e la campagna vaccinale. Ecco cosa scrive: «Rispetto allo scorso anno caratterizzato da forti restrizioni, quella che viviamo è una fase molto diversa dove gli effetti della vaccinazione hanno ridotto sensibilmente i ricoveri nelle aree mediche e nelle terapie intensive, seppure in un contesto ancora fortemente condizionato dall’elevato numero dei contagi. È una fase complicata perché completamente nuova rispetto a quelle che abbiamo affrontato fino a qualche mese fa».

Ancora il presidente: «È una fase complicata ma molto diversa rispetto allo scorso anno, perché almeno per ora le nostre strutture ospedaliere non sono convertite per la sola pandemia, ma riescono, nella stragrande maggioranza, ad occuparsi anche delle altre patologie». Infine «un elemento che va letto positivamente, riguarda l’andamento del contagio nelle Marche. Qualche settimana fa, prima delle Festività natalizie, la nostra regione aveva un tasso settimanale di incidenza di positivi ogni 100 mila abitanti tra i primi in Italia. Oggi abbiamo invece un tasso che ci vede nelle posizioni di coda in questa classifica nazionale».

Sul tracciamento specifica che «isolare le persone e liberarle alla fine delle quarantene e delle positività è complesso perché in questa fase i numeri sono ovunque elevatissimi. Pensate che oggi abbiamo oltre 1800 positivi, e bisogna contattare ognuno di essi e poi tutti i loro contatti stretti chiedendo loro di isolarsi. È facilmente comprensibile che tutto questo diventa una mole molto impegnativa». Prioritaria resta sempre la campagna di vaccinazione: «Tra prime, seconde e terze dosi stiamo effettuando 18 mila somministrazioni giornaliere, la metà in più rispetto a quanto facevamo nella prima fase. Ma nonostante questo enorme sforzo, il fatto che ci sia stato richiesto di anticipare a quattro mesi i richiami della terza dose, unito alla scadenza del green pass al 1 febbraio, ha comportato che la stragrande maggioranza delle persone che avevano la seconda dose effettuata da più di quattro mesi debba oggi essere vaccinata entro questo mese di gennaio. In pochi giorni stiamo riallestendo centri vaccinali che possano essere adeguati allo scenario che ci è stato prospettato e che possano dare più stabilità alla campagna anche in futuro».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Acquaroli: «Fase complicata, difficile il tracciamento con numeri così elevati»

AnconaToday è in caricamento