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Aborto «pratica disumana», i dati del Popolo della Famiglia e la replica a "Luca Coscioni"

«Nel divulgare i risultati dell'indagine riguardanti la classifica delle regioni con più obiettori di coscienza, l'associazione Luca Coscioni sembra voler attribuire, a questi ultimi la responsabilità di un presunto problema ad accedere alla pratica (disumana) dell'aborto. I dati  del Ministero della Sanità smentiscono questa versione fantasiosa»

«Nel divulgare i risultati dell'indagine, di due giornaliste, riguardanti la classifica delle regioni con più obiettori di coscienza, l'associazione Luca Coscioni sembra voler attribuire, a questi ultimi la responsabilità di un presunto problema ad accedere alla pratica (disumana) dell'aborto. I dati  del Ministero della Sanità smentiscono questa versione fantasiosa». Questo ha dichiarato Fabio Sebastianelli, coordinatore regionale, per le Marche, del Popolo della Famiglia, replicando a quanto affermato dall'associazione luca Coscioni in un articolo uscito nelle testate marchigiane il 23 novembre 2022

«Gli ultimi dati definitivi disponibili (2019 - 2020) del Ministero della Salute - continua Sebastianelli - parlano chiaro.  Analizzandoli  si scopre che, nelle Marche, sono stati effettuati 1389 aborti nel 2019 e 1351 (solo 38 di meno) nel 2020. Se tale  (piccola) diminuzione dipendesse dagli obiettori di coscienza, il loro numero dovrebbe essere aumentato o, almeno, rimasto uguale. Non è così. La percentuale degli obiettori marchigiani è calata nel 2020 rispetto all'anno precedente.  Infatti nel 2019 i ginecologi obiettori, nelle Marche, erano il 73%, gli anestesisti il 46,8% e il  personale non medico il 26%. Nel 2020, rispettivamente,  70%  42,6% e il  22,5%. Per cui nel 2020 pochi aborti in meno e un calo dell'obiezione di coscienza Dati alla mano, il mito divulgato dai pro aborto è sfatato». 

«Mi domando - conclude Sebastianelli -  come chi pretende il rispetto della legge 194/78 sia il primo a non accettarla nella sua integrità visto che l'obiezione di coscienza è prevista dall'art. 9 della legge stessa. Mi chiedo, inoltre,  come i due maggiori  rappresentanti dell'Associazione Luca Coscioni possano contestare l'obiezione di coscienza quando, per ottenerla, dal 1966 in poi, vari esponenti del Partito Radicale, di cui entrambi  hanno fatto parte, sono stati arrestati e addirittura Marco Pannella ha affrontato un digiuno di 38 giorni nel 1972. Forse il diritto all'obiezione vale solo quando fa  loro comodo? O forse  lo stracciarsi le vesti, per la presunta e falsa difficoltà ad abortire, ha come obbiettivo, in realtà, di colpire gli obiettori e favorire il sopravvento dell'aborto farmacologico? Entrambe le cose vanno contro la salute delle donne e la vita dei nascituri. In ogni caso il PDF Marche coglie  l'occasione per affermare che aborto non è autodeterminazione sul proprio corpo. L'aborto  è la decisione unilaterale di agire su quello di un'altra persona che non ha ancora modo di dire: "voglio vivere".   La stessa legge 194 lo prevede solo   come extrema ratio. Il Popolo della Famiglia sostiene l'obiezione di coscienza  prevista dalla legge 194/78  e lotterà per portare, il prima possibile, in Costituzione il diritto universale a nascere che asfalterà definitivamente questa legge ingiusta».

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