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Lunedì, 4 Marzo 2024
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La spiaggia pullula di "borsellini delle sirene": cosa sono e perché proprio ora

Il litorale di Pesaro sta vivendo una straordinaria "primavera del mare” anticipata, mostrando chiari segni di un risveglio della fauna ittica che sembra proliferare con grande vitalità sui suoi fondali sabbiosi

Le spiagge di Pesaro pullulano di strane forme organiche, simili a piccole sacche ovali con protuberanze a forma di corna alle estremità. «Il nostro litorale sta vivendo una straordinaria "primavera del mare” anticipata - spiega Roberto Malini, scrittore e co-presidente dell’associazione per i diritti umani e l’ambiente EveryOne Group - mostrando chiari segni di un risveglio della fauna ittica che sembra proliferare con grande vitalità sui suoi fondali sabbiosi».

È un fenomeno che si rinnova a ogni primavera e la quantità di uova rilevate sul bagnasciuga contribuisce a determinare lo stato di salute delle acque. «Le mareggiate portano a riva queste singolari sacche in cui si aprono le uova e si sviluppano gli embrioni delle razze chiodate (Raja clavata) - prosegue Malini - che appaiono, spiaggiate, sulla sabbia bagnata. Sono conosciute con un nome suggestivo: “borsellini delle sirene” e la loro forma è caratteristica dei selaci, cui appartengono razze e squali. È importante sottolineare come sia opportuno che coloro che si imbattono nei “borsellini delle sirene” non li rimuovano, perché uova ed embrioni sopravvivono diverse ore anche all’asciutto, in attesa che la risacca le riporti nel grembo del mare, dove nasceranno, fra pochi mesi, le piccole razze». Malini e gli altri naturalisti di Pesaro hanno identificato anche uova di gattuccio, palombo e verdesca, squali innocui per l’uomo. «Siamo particolarmente lieti di assistere a questo fenomeno, perché mostra come sia in corso il ripopolamento naturale di un mare sofferente a causa dell’inquinamento industriale e civile, delle trivellazioni e dell’invasione di plastiche e microplastiche». Il fenomeno rilevato sul lido pesarese è segnalato anche in altre località della costa adriatica. «L'aspetto “alieno” delle uova sorprende chi passeggia presso il bagnasciuga e si chiede a cosa si trovi di fronte - conclude l’attivista -  e se qualche settimana fa si lamentava una scarsità di “borsellini” rispetto a qualche stagione orsono, oggi il mare ci offre una sorpresa confortante, con grappoli di uova di razza, verdesca e palombo. Un’esplosione di vita che ci suggerisce di continuare la vigilanza su un ambiente marino particolarmente fragile, come ci ammoniscono i rapporti del WWF e le osservazioni del MedReAct e del nostro EveryOne Group. L’Unione europea dedica importanti energie alla conservazione della vita nel Mediterraneo, un mare chiuso i cui equilibri sono fragili come quelli di un lago. Tuttavia, è l’impegno di tutti i cittadini, attraverso azioni civili e appelli alle istituzioni, che può accrescere l’attenzione e i necessari provvedimenti a tutela della salute del nostro mare». 

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