Pallavolo, Lardini sconfitta a Trento: l'analisi di coach Massimo Bellano

Nelle valutazioni di coach Bellano c'è il rammarico per aver «regalato troppo tempo di gioco ad una squadra forte come Trento»

Massimo Bellano

Da Trento a Trento. Undici mesi dopo e una striscia positiva in trasferta lunga dodici successi (tra campionato e coppa), la Lardini torna dal Sanbapolis con una sconfitta, ma stavolta con un punto (allora, il 17 aprile 2016, il 3-1 e successivo golden set decretarono l’uscita dai quarti di finale dei playoff), al termine di una partita dalle mille sfaccettature.

«Siamo partiti bene e fino a metà del primo set abbiamo giocato come dovevamo – sottolinea l’allenatore della Lardini, Massimo Bellano –. Poi Trento ha trovato un paio di serie importanti al servizio e da quel momento abbiamo commesso una serie di errori gratuiti che normalmente non ci caratterizzano. Quei cinque errori dal 15 in poi ci hanno condizionato e nel secondo set siamo andati in confusione totale, non riuscendo a fare niente di quello che dovevamo. Dal terzo set abbiamo ritrovato un buon ordine e maggiore fluidità in attacco, tornando a giocare bene nella seconda metà del parziale. Il quarto è stato una fotocopia del secondo, ma a parti invertite, il tie-break è stato giocato bene da entrambe e squadre: negli ultimi scambi hanno sbagliato loro, ma l’abbiamo fatto anche noi nel momento di chiudere, alla fine hanno fatto la differenza una difesa e un muro in più. Direi che Trento non ha rubato nulla». Nelle valutazioni di coach Bellano c’è il rammarico per aver «regalato troppo tempo di gioco ad una squadra forte come Trento. Non possiamo darci giustificazioni, quando si avvicina la primavera le squadre forti devono giocare bene a pallavolo e farlo dall’inizio della partita. Dobbiamo riflettere su quella prima parte di gara e tenere a mente quel tipo di approccio: è bastata una fiammata per andare in difficoltà e abbiamo impiegato troppo tempo per venirne fuori. Ma da domani ci prepariamo per la gara con Olbia (domenica al PalaBaldinelli, ndr), senza portarci dietro la prova di Trento, perché la nostra stretta attualità è la prossima partita. La classifica? Siamo abbondantemente in linea con ciò che dovevamo fare e non cambiamo quel modo di pensare che ci ha accompagnato fin dal primo giorno. Non ci siamo mai sentiti vincitori di questo campionato e questa sconfitta non cambia niente: per arrivare al traguardo sapevamo di avere la necessità di vincere più partite e sappiamo di doverlo fare da qui alla fine. Poi a fine campionato tireremo le somme e chi avrà vinto più gare sarà stato più bravo».

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