AnconaToday fa squadra con Nicola: il campione dell'enduro che ora sogna Dakar

Lo chiamano "Nico Traverso" perché ha un particolare feeling con la derapata. E' campione italiano nel trofeo Maxienduro & Scrambler e l'anno scorso ha sfiorato una doppietta

Nicola Di Piero vicino alla sua moto con il logo AnconaToday

Lo chiamano “Nico Traverso”, perché ha un particolare feeling con le derapate, al punto da vincere perfino una gara di drifting in auto. Sulla tuta porta il numero 969 ma da quando ha conquistato la prima gara nel trofeo Maxienduro & Scrambler, specialità della quale è campione italiano, corre con il 6. Nicola Di Piero (35 anni), pilota anconetano di Enduro, gareggia per il team “Carpediem Offroad” e con il team delle Palombare ha in programma la partecipazione a ben quattro campionati. La sua KTM 950 Superenduro, sulla quale quest’anno compare il logo di AnconaToday (GUARDA IL VIDEO), sarà impegnata su scala nazionale e Nicola l’ha già portata al successo nelle prime due gare del trofeo Cross Country dell’Adriatico. Vittorie ottenute, come sempre, sotto l’occhio e la telecamera della fidanzata Roberta. In programma ci sono anche il trofeo regionale Enduro UISP a Foligno e il Maxienduro & Scrambler 2020. L' appuntamento clou però arriverà nei primi due giorni di agosto con la partenza in Basilicata del campionato italiano Motorally: «E’ uno dei trofei motoristici più importanti, non l’ho mai fatto prima- racconta Nicola- si tratta di un percorso off road dove la strada la devi cercare con l’aiuto di un road book. Per intenderci è la stessa specialità della Dakar». 

Il sogno Dakar e Fabrizio Meoni

E proprio la Dakar, il rally più famoso al mondo, è il grande sogno di Nicola. Lui però non ha grilli per la testa: «So che è distante economicamente e anche come capacità devo ancora imparare». Eppure una leggenda della Dakar, “ Traverso” l’ha conosciuta da molto vicino: «Anni fa per estrazione ho vinto un corso con Fabrizio Meoni, ho avuto la fortuna di conoscerlo e da quel momento la passione che già avevo è definitivamente esplosa». Se per la mamma di Nicola l’Enduro è uno sport troppo rischioso, a papà Enrico si deve l'inizio della carriera. I primi assaggi di pista infatti sono arrivati a 16 anni su un tracciato provvisorio a Casine di Paterno, dove il pilota ha conosciuto il suo istruttore e mentore Stefano di Geronimo: «C’era un corso e ho chiesto a papà se potevo partecipare, mi rispose che se prendevo al primo colpo la patente 125cc mi avrebbe comprato parte dell’attrezzatura da motocross. Andò proprio così». 

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«Per correre lavavo i camper»

Il problema a quel punto erano i soldi per continuare: «Iniziai a lavorare come cameriere e a lavare i camper, oggi faccio il tecnico commerciale di materiale termoidraulico. Ho sempre lavorato per pagarmi la possibilità di gareggiare». Lo scorso anno Nicola ha sfiorato la doppietta: dopo aver dominato il Maxienduro & Scrambler ha vinto tutte le gare del Cross Country, ma il successo è sfuggito per due gare a cui non ha potuto partecipare. Il ricordo più bello? «Più che a una vittoria è legato alle selezioni BMW GS Trophy del 2013- racconta il pilota- è la selezione che la BMW fa per piloti non professionisti e i migliori tre fanno un viaggio avventura. Io arrivai primo, partecipai a un viaggio in Canada e poi la stessa casa mi chiese di diventare istruttore». Oggi Nicola insegna ancora, ma per la Ducati: «Il consiglio per chi inizia? Affidarsi a qualcuno, l’autodidattica non è la via migliore perché funziona come nello sci, dove per prima cosa non devi prendere rischi». 
 

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