Caos Ancona, Andrea Marinelli: «Fallimento come unico antidoto a questa situazione»

Un Marinelli amareggiato quello intervenuto durante la trasmissione televisiva "Lunedì nel Pallone". L'ex presidente dorico ha voluto dire la sua sulla stagione dell'Ancona

Andrea Marinelli

«C'erano tutti i presupposti per fare bene. Ho lasciato una società sana con 700mila euro di sponsorizzazione. Invece l'Ancona è stata distrutta a 360° ed è giusto che i responsabili paghino lo scotto di quanto accaduto». E' un Andrea Marinelli amareggiato quello intervenuto durante la trasmissione televisiva "Lunedì nel Pallone", condotta dal giornalista Andrea Fiano. L'ex presidente della società dorica ha analizzato la stagione della sua ex squadra, che domenica scorsa è matematicamente retrocessa in Serie D. 

Tanto il rammarico per Marinelli, che dopo il suo addio aveva lasciato una situazione sana e che invece si è visto distruggere tutto quello che era stato creato: «Il rammarico totale - dice l'ex presidente - è che si è disperso l'intero patrimonio, sponsor compresi. Ora l'Ancona è una scatola vuota che si è disgregata ed ora faccio fatica a vedere come ripartire e chi può far rialzare la società». Domenica pomeriggio è arrivata la sconfitta nel derby, a conclusione di una stagione maledetta, iniziata quest'estate con l'arrivo dei nuovi soci: «Non capisco come si possa essere arrivati a questo. Il Comune poteva fare di più, ma non ci sono figure gradite all'attuale Amministrazione. Il fatto politico pesa tantissimo. Sono anni che stiamo sotto ai ricatti del Comune, che ci ha fatto sballottare pagando affitti carissimi a destra e sinistra. Io pensavo che con Sosteniamolancona si potesse ovviare a questo, riuscendo a strutturare la società in tal senso. Invece l'Ancona è stata devastata a 360° e quindi i responsabili devono pagare lo scotto di quanto accaduto».

Le ambizioni dopo l'addio di Marinelli erano ben altre. Ad inizio anno, dopo due stagioni positive sotto la guida di Giovanni Cornacchini, si era deciso di affidare la panchina a Fabio Brini, con alcuni soci che millantavano un progetto a lungo termine, che avrebbe portato l'Ancona in Serie B: «Bisogna vedere ed analizzare tutte le fasi di questa conduzione. I mali dell'Ancona sono iniziati subito ad inizio anno, quando qualcuno diceva ancora che la società era sana. Io mi sento la coscienza a posto e più di questo non potevo fare. Riguardo al domani non vedo come ci si possa rialzare. Per me l'unico antidoto per questa situazione incancrenita sarebbe il fallimento. Rischiamo invece con delle gabole commercialistiche di portare avanti questa situaizone anche in Serie D. Ci vorrebbe un taglio netto con il passato e qualcuno serio per ripartire con entusiasmo e con il gradimento dell'Amministrazione comunale.» L'ex presidente ha poi concluso rispondendo ad una domanda su un suo possibile ritorno alla guida della società: «Per un mio ritorno ci vogliono campi, strutture ed una situazione adeguata per poter svolgere al meglio l'attività».

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