Anconitana, la scossa di Marino: «Situazione difficile, alla squadra serve una luce»

Il nuovo tecnico biancorosso è carico: «I giocatori sono abbacchiati, ma usciremo da questo momento con lavoro e positività: il campionato è apertissimo». Fari sul mercato

Umberto Marino e il suo staff al lavoro

«Che situazione ho trovato? Complicata. I ragazzi sono abbacchiati, dispiaciuti: vorrebbero regalare soddisfazioni alla società e ai tifosi, ci tengono, sanno di aver dato meno rispetto alle qualità pensano di avere. Cercano una luce per sdebitarsi».

«Campionato apertissimo»

Quella luce dovrà accenderla Umberto Marino, nuovo allenatore dell’Anconitana, scelto dal presidente Stefano Marconi per risalire la china e tentare l’assalto alla serie D. Perché «il campionato è apertissimo, il primo posto è a 6 punti: dobbiamo venirne fuori pian piano, col lavoro. Adesso non serve piangersi addosso», sottolinea il tecnico 51enne che individua nella «positività» e nel «credere in quello che si fa» e nella «unità d’intenti» gli antidoti al momento negativo, fotografato da 5 pareggi e una sconfitta nelle ultime 6 partite (Coppa inclusa). «Il presidente, con cui ho avuto contatti già l’estate scorsa, è stato chiaro: comprende il momento, è esigente, sa che qualcosa non è andato per il verso giusto nella costruzione della squadra. Dobbiamo recuperare il terreno perduto». Fermo restando che l’Anconitana deve tassativamente tornare al successo già domenica al Del Conero col Fossombrone (ore 15), con l’arrivo di Marino si apre un periodo di valutazioni generali, in vista del mercato di dicembre: «E’ prematuro parlarne adesso, capirò nel giro di due-tre settimane qual è la cifra tecnica di questa squadra, cosa manca, chi può continuare a giocare nell’Anconitana e chi no: il mio obiettivo è trasmettere forza a questi ragazzi, sperando che la maggior parte di loro siano adatti a raggiungere l’obiettivo e siano in grado di far ricredere i tifosi sul loro conto. Da parte mia, ci metterò tutto l’impegno e la passione possibili perché vivo questo mestiere con grande trasporto, forse troppo».

Serve una scossa

Tatticamente, Marino dovrebbe orientarsi sul 4-3-3 ma con alcune varianti: «Faremo cose semplici, magari con altri principi di gioco - spiega - ma quello che conta è la mentalità: una squadra che si chiama Anconitana deve fare la partita, giocare palla a terra, dare ritmo alla gara, essere pericolosa e offensiva. So che, invece, ultimamente ha creato e segnato poco. Ecco, bisogna invertire la tendenza perché ho visto una squadra troppo remissiva». Per Marino, che da calciatore ha vestito la maglia biancorossa nella memorabile stagione 1999/2000, culminata con la promozione in B dopo la finale playoff di Perugia contro l’Ascoli, questa è anche un’occasione di rilancio personale: «Ho fatto due anni molto buoni a Chieti, il terzo mi è stato impedito di lavorare, c’era una situazione grottesca - ricorda -. Ad Avezzano, invece, è stata solo una parentesi estiva, ma meno male che è andata così. Ho lavorato tanti anni come secondo di Ivo Jaconi, con lui ho un rapporto splendido, quasi fraterno: devo ringraziarlo, mi ha insegnato tanto, era un innovatore già vent’anni fa». 

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