Dall'Afghanistan alla side line: ecco Amid, running back dei Dolphins

Ha attraversato la Turchia a piedi e il Mediterraneo in canotto per arrivare in Italia e giocare con i Dolphins Ancona Under 21. Il giovane atleta racconta il suo commovente percorso

Amid Arap, running back dei Dolphins Ancona

Per anni è fuggito dai peggiori mali del mondo: guerra, dittatura, fame e tanta povertà. Oggi invece “fugge” dai linebacker avversari per portare la palla ovale in end zone, come ogni running back che si rispetti.
È  Amid Arap, il 17enne running back dei Dolphins Ancona Under 21, nato il primo di gennaio del 1994 a Kunduz, in Afghanistan, terra che ha dovuto abbandonare molto presto al seguito dei genitori per fuggire dai bombardamenti.

Da lì è approdato in Iran, dove ha dovuto cominciare a lavorare, giovanissimo, per sostenere la famiglia nel clima di povertà permanente e severe limitazioni dal regime dittatoriale di Teheran.
Nel 2007, Amid parte per il viaggio solitario e incredibile che lo porterà ad attraversare la Turchia a piedi e navigare fino in Grecia su di un canotto acquistato in società con altri quattro giovanissimi ragazzi pieni di speranza. Poi, l’ultimo drammatico ma fondamentale passo: raggiungere l’Italia nascosto sotto un tir.
Alla dogana italiana un terrorizzato Amid di appena 14 anni viene trovato dagli agenti della polizia, che lo affidano alle cure di una comunità di Cupramontana con lo status di rifugiato politico.

Il ragazzo si ambienta subito, impara l’italiano e scopre l’amore per il rugby. Una volta trasferitosi ad Ancona, ospite del titolare della ditta per cui lavora, conosce i Dolphins e il futball americano: nella prima del campionato Under 21, giocata contro i Neptunes Bologna, Arap ha realizzato anche un touchdown al debutto assoluto. È l’inizio della nuova vita di Amid.

Amid sulla side line-2La riconoscenza del giovane running back verso la società dorica è commovente: “Posso solo dire - spiega - che per me i Dolphins Goes Ancona sono un’autentica famiglia. Dirigenti e allenatori per primi e compagni poi mi hanno accolto come uno di loro sin dal primo momento, non facendomi affatto pesare il fatto di essere uno straniero. La mia famiglia è rimasta in Iran e ci sentiamo sporadicamente. Sogno di poterli rivedere. Ma devo dire che grazie al clima e all’affetto che mi da questa squadra il dolore per la loro lontananza è molto alleviato”
Ce n’è anche per Ancona, ormai una seconda casa: “Mi sono trovato benissimo - spiega Amid - sia a Cupramontana che ad Ancona. Non sono mai stato vittima di episodi di razzismo, anzi. La città mi ha accolto benissimo, ho come amici sia i compagni di squadra che non e ho anche una fantastica ragazza che mi vuole bene”.
E per il futuro? “I miei sogni sono tre. Riuscire a mantenermi da solo, riuscire a portare in Italia la mia famiglia e sportivamente parlando, essere un giorno titolare in prima squadra”.
 

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