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Chi è l'antico Cavaliere gigante? Loggia dei Mercanti, un pezzo di storia anconetana

Via della Loggia · Centro storico

Ancona è una Città piena di arte e monumenti che testimoniano i suoi magnifici e gloriosi 2.400 anni di storia. Tra la pletora di opere d’arte presenti nel capoluogo dorico, una menzione particolare merita la Loggia dei Mercanti, pezzo di storia anconetano che non può non essere visitato e notato anche dal turista più distratto. Ubicata vicino al porto, per la precisione in via della Loggia, strada situata a sinistra poco prima di arrivare al teatro delle Muse, è sicuramente un buon punto di partenza per arrivare al Duomo di San Ciriaco, ammirando lungo il tragitto diverse bellezze che la Città ha da offrire.

L'architettura

L’edificio fu progettato dall’architetto Giovanni Pace nel 1442, mentre la facciata esterna, in stile gotico veneziano, fu opera dell’architetto Giorgio da Sebenico, il quale vi ci si dedicò dal 1451 al 1459. Questo edificio fu costruito per creare un luogo dove i numerosi mercanti presenti all’epoca in città, dati gli intensi traffici mercantili presenti in quegli anni, potessero riunirsi per trattare liberamente i loro traffici. Divisa da quattro pilastri terminanti con quattro cuspidi di forma esagonale, in ogni di queste sono presenti le raffigurazioni statuarie delle quattro virtù del bravo mercante: la speranza, la furbizia, la giustizia e la carità. Proprio in alto, nella facciata superiore, troviamo il simbolo araldico della città, il Cavaliere a cavallo, corrente ed armato, simbolo della virtù guerriera e del grandissimo attaccamento alla libertà da parte della città dorica. L’antico Cavaliere rappresentato nella Loggia sarebbe, secondo molti, la scultura di tale gloriosa figura più grande presente in città. Insomma, ci dovremmo trovare di fronte ad un antico Cavaliere “gigante”.

Il cavaliere anconetano

“De facto” chi è il Cavaliere simbolo della comunità anconetana? Secondo le fonti più accreditate si tratterebbe dell’imperatore romano Traiano, particolarmente munifico nei confronti della città e sotto il cui impero l’antica città di mare conobbe grandi fasti. Inoltre, egli rafforzò ed ingrandì molto il porto in previsione della guerra contro i Daci. Elemento che fa propendere ancora di più per questa tesi, si tratta dell’emissione al termine della vittoriosa guerra contro i Daci, di alcune monete commemorative dove l’Imperatore Traiano passa a fil di spada i suoi nemici. Altri dicono che il Cavaliere sia un San Giorgio senza Drago, ma questa ipotesi non sembra avere molto credito, dal momento che il Santo non risulta essere mai stato rappresentato senza il Drago e che, inoltre, nessuna tradizione religiosa lega il capoluogo dorico alla sua icona. Ci sarebbero anche altre tesi, secondo le quali il Cavaliera a cavallo rappresenterebbe uno dei personaggi leggendari legati ad Ancona, come l’eroina Stamira, che salvò l’indipendenza dell’allora Repubblica marinare anconetana dell’invasione di Federico Barbarossa nel 1173. Conoscere e studiare la storia di Ancona, a prescindere, è qualcosa di affascinante e che non ha eguali.

CHRISTIAN BARISANI

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