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Chiarire chi è l’infermiere, cosa fa e quanto vale la sua professionalità

Via Cagiata, 21A · Osimo

“Il problema è chiarire chi è l’infermiere, cosa fa e quanto vale la sua professionalità” sono queste alcune parole della presidente IPASVI Barbara Mangiacavalli indirizzate al ministro Lorenzin e al presidente delle Regioni Stefano Bonaccini per impedire la divulgazione di notizie non veritiere riguardo la professione infermieristica. Ma chi è veramente l’infermiere? L’infermiere è il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica, esperto nei processi curativi della salute, un laureato provvisto di codice etico deontologico, che si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione. E’ sempre pronto, anche nei momenti di criticità, con competenza e responsabilità a fornire risposte efficaci riguardo i bisogni di salute delle persone. L’infermiere non lavora solo all’interno delle strutture sanitarie (ospedali, dipartimenti di emergenza, servizi territoriali, centri ambulatoriali, servizi di prevenzione, centri residenziali per anziani e/o disabili, centri per la gestione assistenziale di malati cronici), ma è colui che presta il proprio servizio anche al domicilio delle persone che non riescono a recarsi in un ospedale o in un centro specialistico. L’infermiere dopo aver svolto un corso di laurea di tre anni, può anche proseguire gli studi specializzandosi conseguendo Master di primo e secondo livello sia nell’ambito del management e coordinamento che in settori specifici in evoluzione con l’innovazione, le evidenze scientifiche e con i molteplici bisogni rilevati dalle persone. L’infermiere inoltre può conseguire la Laurea Magistrale e il Dottorato di Ricerca, una formazione completa in ogni aspetto che configura un profilo professionale di alta levatura scientifica. Il ruolo dell’infermiere negli ultimi anni ha avuto una crescita e trasformazione esponenziale: da professione ausiliaria e subordinata ad altre figure sanitarie, ora è un professionista a cui è stata riconosciuta competenza e responsabilità autonome nella sfera assistenziale. L’infermiere per poter esercitare la professione ha l’obbligo di iscriversi al collegio IPASVI, ente pubblico non economico, preposto a vigilare sull’esercizio professionale degli infermieri e con l’autorità d’irrogare sanzioni disciplinari.

L’IPASVI come compiti istituzionali ha la funzione di mantenere aggiornato l’albo degli iscritti, tutelare, monitorare il decoro, la dignità e la formazione continua dei professionisti infermieri. In quest’ultimo periodo troppe volte negli articoli dei media il professionista infermiere è confuso con altre figure professionali sanitarie o addirittura trasposto con figure tecnico-assistenziali che assolvono ad attività domestico-alberghiere in supporto ai bisogni primari dell’individuo e che non sono annoverate tra le professioni sanitarie laureate. Per essere infermieri occorre possedere dei requisiti ben precisi, senza dei quali non si può esercitare la professione. Generalizzare il ruolo di ogni professione sanitaria non fa altro che creare confusione e svilire il decoro di chi lavora per la salute. Troppe volte i fatti di malasanità chiamano in causa la figura dell’infermiere in polemiche mediatiche che non sempre la coinvolgono.

Lorenzo Possanzini Consigliere IPASVI Ancona

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