La statua che non doveva essere là, storia e curiosità di piazza del Papa

Storia e aneddoti di una delle piazze simbolo di Ancona. Un viaggio dalle origini elleniche all'unità d'Italia

Piazza del papa dal profilo Instagram di shoot_photo_travel

Un Papa, nello specifico Clemente XII, seduto sul trono all’estremità di un corridoio a cielo aperto. Il Pontefice sembra impegnato a ricevere i pellegrini in udienza, invece il suo saluto è rivolto a chi passa o frequenta piazza del Plebiscito, pardòn “piazza del Papa”. La piazza è uno dei luoghi simbolo di Ancona e oltre alla statua di marmo che raffigura il pontefice cattura l’attenzione dei turisti anche per le due fontane, i locali e la bella chiesa di San Domenico. La storia di questo luogo tanto caro agli anconetani è riportata sul sito Lovelyancona e quello del Comune. Tra le curiosità che riguardano piazza del Papa cìè proprio la statua, che in origine doveva essere posizionata nell'attuale porto antico.

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Le origini

Piazza del Papa fu costruita nel 1.400 e assunse il nome di Piazza del Plebiscito solo nel trecento anni dopo, quando le Marche furono annesse al Regno d’Italia. Nella sezione “Cultura e Turismo” del sito del Comune di Ancona si spiega che la statua di Clemente XII fu scolpita a Roma nel febbraio del 1732 dall’artista Agostino Cornacchini. Arrivò in città via mare cinque anni dopo come omaggio al papa che proclamò Ancona “porto franco”, sopprimendo tutti i tributi e i dazi che si pagavano anche per i beni di prima necessità. Inizialmente la statua doveva essere posta sull’attico dell’Arco Clementino. Data la sospensione intervenuta dei lavori del nuovo molo, si decise quindi la collocazione nell’attuale piazza che allora portava il nome di Piazza Grande. Lo scultore Vittorio Morelli, lo stesso che realizzò la statua di Pinocchio nell’omonimo quartiere, la restaurò nel 1947 dopo i danneggiamenti provocati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. 

Il Museo della Città

Sotto alla statua del papa, dove sorgeva un antico ospedale medioevale, c’è il Museo della Città che raccoglie reperti archeologici, carte topografiche e documenti relativi all’Ancona che fu. Per il visitatore è un viaggio dalle origini elleniche del capoluogo marchigiano fino all’Unità d’Italia. 

La chiesa di San Domenico 

Progettata da Carlo Marchionni nel 1763, la prima pietra della struttura fu posata nel 1771 sulle ceneri della chiesa precedente. Nel 1778, con l’occupazione francese, venne adibita a caserma per riaprire al culto solo nel 1816. All’interno custodisce l’ Annunciazione del Guercino e la Crocifissione del Tiziano oltre a diverse statue di Gioacchino Varlè mentre l’immagine dell’Incoronata, particolarmente venerata dai fedeli e recuperata dalla chiesa precedente, venne distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.  

Palazzo del Governo e le due fontane 

Anche il palazzo in cui oggi ha sede la Prefettura di Ancona ha origini antiche. Alla fine del XV secolo l’attuale “Palazzo del Governo” era la sede della Repubblica di Ancona. Le fontane presenti in piazza. Sotto il Papa ci sono due antiche fontane: la Fontana di Piazza e la Fontana dei Decapitati. Proprio quest’ultima, secondo fonti storiche mai confermate, si chiama così per i bassorilievi che racconterebbero il sacrificio dei martiri dopo il colpo di stato di Clemente VII e del cardinale Benedetto Accolti. L’ultimo atto della Repubblica di Ancona. 
 

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