La pizza, la gemella e le imprese leggendarie: 8 curiosità sull’Amerigo Vespucci

Otto curiosità che in pochi conoscono sulla storia e sulle tradizioni dell'Amerigo Vespucci

L'Amerigo Vespucci in banchina ad Ancona

L’Amerigo Vespucci fu varata a Castellammare di Stabia nel 1931 e fu realizzata per sostituire una nave omonima come unità da addestramento. E’ lunga 101 metri (compreso il bompresso, cioè l’albero obliquo che si estende a prua) e larga poco meno di 16 metri. Ogni anno, una volta presentata la campagna addestrativa, è possibile visionare l’elenco dei porti che la nave toccherà e dove potrà essere visitata. 

Le due gemelle 

L’Amerigo Vespucci aveva una nave gemella, leggermente più piccola e varata tre anni prima cioè nel 1928. Si chiamava “Cristoforo Colombo” e non ebbe sorte felice. Fu ceduta all’URSS nel 1949, insieme ad altre unità, come riparazione per i danni di guerra. Fu ribattezzata Dunaj (Danubio), perse la colorazione nera a bande bianche e trascorse l’ultimo periodo di vita come nave da trasporto legname. Fu distrutta da un incendio nel 1963. Nel suo periodo d’oro il Colombo fu comandato, tra gli altri, anche dall’anconetano Bruto Brivonesi. 

Le imprese di “Tino” Straulino 

L’Amerigo Vespucci utilizza il motore per le manovre in porto. Ci fu però un’eccezione nel corso del 1965. Al comando di Agostino Straulino, leggenda della vela e campione olimpionico, la nave uscì a vela dallo stretto canale di Taranto spinta dalla tramontana e dal coraggio dell’equipaggio. Sempre al comando di Straulino la nave risalì a vela il Tamigi fino a Londra e al leggendario comandante appartiene anche il record di velocità: 14,6 nodi (27,039 km/h) stabilito sempre nel 1965.  

Dal “Monarca” al “Vespucci”

La nave scuola più famosa al mondo è stata progettata dall’ingegnere del Genio Navale Francesco Rotundi. Forma e colorazione richiamano quelle di un famoso veliero che servì nella Marina Borbonica, il “Monarca”, che fu poi ribattezzato “Re Galantuomo” quando passò al servizio della Marina del Regno di Sardegna nel novembre del 1860. 

«Siete la nave più bella del mondo»

In tanti conoscono questo episodio, perché è quello che ha consegnato alla Vespucci l’appellativo di “nave più bella del mondo”. Nel 1962 la nave scuola incontrò in Atlantico la portaerei statunitense Independence. Quest’ultima chiese alla Vespucci di identificarsi e, a risposta ottenuta, lanciò il messaggio: «Siete la nave più bella del mondo». La nave da guerra USA subito dopo spense i motori e lasciò la precedenza al veliero in segno di rispetto. 

Due plance 

La nave ha due postazioni di manovra. Quella che il pubblico può vedere durante le visite si trova nel cassero di poppa e ospita 4 ruote di timone. Ognuna di questa è mossa da due marinai e per spostare la barra di un grado e mezzo occorrono 4 giri di ruota. In questa postazione si trova anche una ruota idraulica, decisamente più leggera da manovrare. In questa “cabina” però si opera solo quando la nave viaggia a vela, perché data la posizione arretrata offre una visibilità più ampia sulla velatura. C’è un’altra plancia che si trova in posizione più avanzata, dove viene condotta la nave esclusivamente con comandi elettrici. 

Ha sempre la precedenza

L’Amerigo Vespucci ha sempre la precedenza per un segno di rispetto ormai consolidato dalla prassi marinaresca. In realtà questo però non è solo un semplice omaggio. La precedenza in mare viene lasciata alle unità a vela e con difficoltà di manovra. Per sua natura il Vespucci rientra in entrambe le categorie. Il “galateo” del mare infine stabilisce che una nave ceda il passo all’unità più antica. Difficile trovare una nave in servizio operativo precedente alla Vespucci, che è stata varata nel 1931. 

Tre motti 

Il motto attuale della nave, che campeggia in coperta, è il famoso: “Non chi comincia ma quel che persevera”. Non è stato sempre lo stesso. Il primo motto in assoluto, dal 1931 al 1946, fu “Per la patria e per il re”, quando la nave serviva sotto la bandiera della Regia Marina. Dal ’46 al ’78 la Vespucci adottò invece: “Saldi nella furia dei venti e degli eventi”. 

La pizza di mezzanotte 

La tradizione marinaresca, rispettata più che mai sull’Amerigo Vespucci, prevede il rito della pizza di mezzanotte. Il cuoco di bordo sforna teglie per l’equipaggio che smonta dal servizio di guardia e per chi, invece, sta per iniziare il servizio. 


 

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