Super alleanza contro i tumori, Ancona come Milano: più cure e meno strada

L'accordo con l'Istituto Nazionale è stato formalizzato nella sede di Torrette. Cure seprimentali e maggior accesso ai fondi pubblici sono solo alcuni benefici

Da sinistra: Stefano Manfredi, Anna Casini, Michele Caporossi, Rossana Berardi, Sauro Longhi

Ancona come Milano, Milano come Ancona. L’alleanza tra l’Azienda Ospedali Riuniti e l’Istituto Nazionale dei Tumori, specializzato nella lotta alle forme di cancro rare e non solo, è stata formalizzata giovedì mattina a Torrette. La stretta di mano tra il dg della struttura anconetana, Michele Caporossi, e di quella lombarda Stefano Manfredi cristallizza il protocollo che nella pratica è in essere da tempo. 

Più cure, meno strada

La partnership permetterà ai pazienti marchigiani di accedere alle stesse cure, anche quelle sperimentali, senza dover lasciare la propria regione per recarsi nel nord Italia. Cure che riguardano, specialmente ma non solo, le neoplasie toraciche e le forme tumorali più rare che nelle Marche colpiscono il circa 2.200 persone ogni anno. L’accordo permetterà alle due strutture di portare avanti progetti congiunti anche in termini di ricerca e, perché no, accedere con più facilità ai finanziamenti pubblici per la lotta ai tumori. «Grazie a questa convenzione ogni cittadino marchigiano troverà da noi le stesse opportunità di diagnosi e cura a Milano» ha affermato Caporossi durante la presentazione dell’accordo nell’auditorium di Torrette. Gli fa eco Manfredi: «Una delle soluzioni affinché questo tipo di emigrazione si esaurisca è proprio la creazione di reti tra centri oncologici, che ha vantaggi a 360°: il paziente riceve lo stesso trattamento che avrebbe all’Istituto di Milano ma è vicino a casa, con minori difficoltà burocratiche, con familiari vicini e l’eventuale coordinamento del medico di medicina generale». I dettagli delle aree di intervento sono stati illustrati da Rossana Berardi, direttrice della Clinica Oncologica di Torrette: «Implementeremo la ricerca clinica per consentire ai pazienti l’accesso alle terapie innovative ancora in fase sperimentale, l’elaborazione dei progetti scientifici congiunti, il trattamento delle neoplasie rare che globalmente rappresentano un terzo di tutti circa di tutti i tumori e dei tumori toracici. Entrambi le strutture hanno avuto analoghi percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali». Anna Casini, vicepresidente della Regione Marche, ha sottolineato che «la peculiarità è quella di andare oltre i professionisti diventando una collaborazione tra Istituzioni di Ricerca ed Enti assistenziali». Presente anche il Rettore della Politecnica Sauro Longhi: «Nella lotta contro i tumori la stessa Università, sin dalla sua fondazione, ha sempre collaborato con strutture assistenziali regionali sviluppando attività di ricerca e assistenziale di primissimo livello». 


 

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