Accordo Asur-medici 118, lo SMI denuncia: «Grave atteggiamento antisindacale»

Antonino Russo, segretario regionale del sindacato, contesta l'azienda: «Le nostre richieste quasi tutte rigettate»

E' polemica sull'accordo Asur-medici del 118

«La decisione di Asur Marche rappresenta un grave atteggiamento antisindacale contro lo SMI e a danno dei medici convenzionati del 118». E’ la denuncia di Antonino Russo, segretario regionale del Sindacato Medici Italiani, che mette nel mirino «la determina numero 245 con cui il direttore generale Asur ha approvato l’accordo aziendale per i medici del 118, senza recepire le istanze dello SMI, rappresentativo della quasi totalità dei medici convenzionati del 118 della nostra regione. Il mancato recepimento delle nostre richieste e di maggior tutela di tutti i medici del 118 convenzionati da parte della Azienda - continua Russo - ha impedito allo SMI di sottoscrivere il verbale del 06.02.19 recante il testo approvato dalla direzione generale».

L’accordo viene giudicato «pessimo» perché «prevede compensi nello standby dei medici 118 (10 euro lorde per ogni caso trattato, dall’apertura alla chiusura in pronto soccorso) indegni di detta definizione, mortificanti della professionalità ed impegno dei medici interessati e del tutto irrisori rispetto ai rischi che si chiede ai professionisti interessati di accollarsi, creando altresì profondi disagi. Si creano, in questo modo, divari di trattamento economico della stessa categoria e per le stesse prestazioni tra le varie aree vaste facenti riferimento alla medesima azienda, la cui congruità appare dubitabile anche in relazione alle previsioni di “equo compenso” sulla base della normativa vigente».

«Inoltre, poiché la collaborazione su base volontaria è ammissibile solo previa sottoscrizione di un apposito modulo allegato alla determina che la riporta, l’accordo impone, a fronte di un compenso irrisorio, una presa in carico da parte del medico - che appunto, per collaborare, deve sottoscrivere un’apposita dichiarazione in tale senso - “autonoma e diretta del singolo paziente” che, stante la mancanza di un rapporto di lavoro subordinato con l’Azienda, è di tutta evidenza finalizzato ad accollare ogni responsabilità (sicuramente in via autonoma rispetto a quella della azienda) per l’eventuale emersione di danni al medico del 118 convenzionato che, al di fuori dei propri ordinari compiti, tratti un caso di PS».

Aggiunge Russo: «C’è da sottolineare, inoltre, che gli unici soggetti sindacali firmatari del verbale sono rappresentanti prevalentemente dei medici di assistenza primaria, che nessun interesse hanno né all’importo previsto come compenso né al regime di responsabilità imposto ai medici del 118 convenzionati e che, dunque, non rappresentano effettivamente la categoria le cui prestazioni si pretende disciplinare con esso. Pertanto, la loro sottoscrizione non può in alcun modo legittimare l’adozione dell’atto da parte della Azienda. La decisone di Asur Marche di procedere all’adozione della determina, pur avendo ancora trattative sospese con la mia parte sindacale proprio in tema di compenso e responsabilità, ha impedito, con l’anticipazione dei tempi dell’adozione della determina, una corretta interlocuzione tra le parti, ben consapevole che il verbale era stato sottoscritto da sindacalisti medici non appartenenti alla categoria interessata ma rappresentanti di altra e diversa categoria. La condotta di Asur Marche, che ha proceduto anche con disaccordo dello SMI, il più rappresentativo sindacato della categoria interessata, altera il corretto funzionamento delle relazioni sindacali all’interno dell’azienda - conclude il segretario regionale del sindacato -, fornendo un’informazione fuorviante circa la stipula di un accordo con soggetti muniti di una effettiva rilevanza: motivo per il quale il Sindacato Medici Italiani  ha già dato mandato ai propri legali di verificare l’eventuale sussistenza in essa degli estremi della condotta antisindacale». 

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