Carenza di personale, i medici: «E’ ora che la Regione Marche intervenga»

La situazione di grave carenza di medici specialisti, che investe il Sistema Sanitario nazionale si riflette nelle realtà locali in carichi di lavoro insostenibili per i dipendenti

Il momento dell'incontro

«Ci sono situazioni molto gravi in molte parti anche della regione». A dirlo è il il segretario regionale dell'Anaao Marche (Sindacato dei medici) Oriano Mercante. «Al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Urbino ad esempio c’è una cronica criticità di personale medico in servizio. Le colleghe ed i colleghi di questa U.O. eroicamente si accollano da anni un numero intollerabile di turni di servizio, guardie notturne e reperibilità, con conseguenti oggettive difficoltà sia gestionali quotidiane che di deroga rispetto a diritti fondamentali quali la fruizione dei riposi e delle ferie. Ad Osimo il servizio di guardie notturne è stato appaltato ad una cooperativa esterna costituita da medici ma, relativamente a questa tipologia di interventi, di certo non può che trattarsi di una soluzione tampone e non di una strada definitiva. Infatti alla ciclica recrudescenza di un problema arcinoto si ripropone l’odioso strumento della mobilità d’urgenza che, pur tamponando il breve termine, risulta assolutamente non risolutivo della questione ma anzi produce conseguenze organizzative molto gravi con azioni sindacali e legali e una massiva fuga di validi colleghi verso aziende più rispettose delle professionalità dei singoli ed attente alle relazioni con i dipendenti. L’Azienda ospedaliera Marche Nord che ha provveduto a chiudere l'OBI (osservazione breve intensiva) a Pesaro e Fano, ed è in procinto di provvedere, in caso di necessità, a chiudere la medicina d'urgenza creando gravi difficoltà a tutta l'azienda ospedaliera per quanto riguarda l'assorbimento dei pazienti ed i posti letto. La misura è colma e urge un incontro urgente con il presidente Luca Ceriscioli e la dott.ssa Lucia Di Furia».

La Dirigenza Sanitaria dell’Anaao Assomed Marche ha fatto il punto con il responsabile nazionale Alberto Spanò nel corso di un incontro tenutosi venerdì ad Ancona. «La situazione è grave in molte parti d’Italia” – ha spiegato Spanò. “Qui nelle Marche c’è la possibilità di trovare soluzioni se sussiste la volontà”.

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