Arturo Donaggio non avrà più una via, ok del Comune: «Firmò "Manifesto della Razza"»

Non ci sarà più la via intitolata allo psichiatra che nel 1938, insieme ad altri nove scienziati, firmò il "Manifesto della Razza". Il Comune ascolta le proposte dei cittadini

Foto di repertorio

FALCONARA - Il Comune apre alle proposte che arriveranno dalla comunità per la nuova intitolazione dell'attuale via Donaggio, decisione che è stata comunicata martedì ai consiglieri dall'assessore alla Cultura Marco Giacanella, nell'introdurre la riunione congiunta delle commissioni Urbanistica e Cultura. «La Giunta ha ritenuto condivisibile la proposta di cancellare dalla toponomastica il nome di Arturo Donaggio - spiega l'assessore Giacanella anche a nome della maggioranza - che, pur essendo stato un noto neuropsichiatra e accademico, presidente della Società italiana di psichiatria e candidato al Nobel nel 1924, ha sottoscritto insieme ad altri nove scienziati il Manifesto della Razza del 1938, che ha offerto valenza scientifica alle successive leggi razziali, emanate durante il fascismo. Per stroncare sul nascere ogni sterile polemica sul tempo trascorso per la decisione, ritengo opportuno sottolineare come dal 1959 ad oggi, ossia dalla data della delibera di Consiglio comunale che ha sancito il nome della strada, nessuna amministrazione si sia interrogata sull'opportunità di questa intitolazione. Il cambio di denominazione, che è stata tale per 61 anni e non era una priorità di questa amministrazione, ha necessitato degli opportuni approfondimenti anche sotto l'aspetto pratico, per capire e minimizzare i disagi per i cittadini». Quando viene cambiato nome a una strada per le famiglie residenti non ci sono oneri economici e la stragrande maggioranza delle incombenze sono a carico del Comune, che ha il compito di comunicare le modifiche toponomastiche anche agli enti terzi e ai gestori dei servizi pubblici. La competenza sull'intitolazione della via è della Giunta, che valuterà le segnalazioni provenienti dalla comunità avendo due linee di indirizzo nella scelta del nominativo, emerse prevalentemente durante la Commissione consiliare: la prima a favore di una 'vittima dell'odio' e delle persecuzioni, possibilmente una donna; la seconda linea punta su un nominativo legato alla realtà falconarese, su un personaggio che si è contraddistinto in uno settori dell'agire umano, sia culturale, scientifico, sociale, economico, sportivo etc.. 

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Le altre proposte

«In questi giorni- fa sapere il Comune in una nota- è arrivata una proposta dall'associazione Futura, che raccoglie giovani impegnati in campo culturale e storico per valorizzare gli aspetti peculiari che riguardano il territorio falconarese. Futura ha indicato il nome di Pasquale Andreoli, pioniere del volo nato a Falconara nel 1771, che sperimentò i primi aerostati. Futura ha proposto inoltre di conservare la targa di intitolazione ad Arturo Donaggio al Museo della Resistenza, perché «la storia non si cancella». La Giunta, quale che sarà il nome scelto, condivide l'idea dall'alto valore culturale di custodire al Museo la targa con il nome di Donaggio, con una didascalia esplicativa che ne indichi l'ubicazione originaria e spieghi le motivazioni che hanno indotto l'amministrazione a rimuoverla. Questa offrirà ai visitatori una testimonianza storica dal forte valore etico-sociale. E' del 24 aprile 1959 la delibera di Consiglio comunale (la numero 34) con la quale si è deciso di dedicare la strada allo scienziato falconarese. Il documento definiva Donaggio “neuropsichiatra di fama internazionale”, che oltre ad aver insegnato nelle Università di Cagliari, Messina, Modena e Torino “ha compiuto ricerche di somma importanza sulla epilessia, sulla demenza senile e sul parkinsonismo. E' sua la scoperta di una struttura delle cellule nervose dei vertebrati nota con il nome di 'rete neuro-fibrillare del Donaggio”. Il documento sottolinea anche i nuovi metodi di indagine introdotti dallo scienziato, senza ovviamente fare alcun cenno al suo ruolo nella emanazione delle leggi razziali che hanno dato origine a persecuzioni e stermini». 
 

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