Uscita porto, il ministro conferma il progetto: «Controlleremo, pronti a mobilitazioni»

Il blitz a Roma del sindaco Valeria Mancinelli ha portato alla rassicurazione sull'evoluzione del progetto, ma arriva il tavolo di controllo sul cronoprogramma

Il porto di Ancona

Un blitz a Roma, due risultati per Ancona. Il primo, la promessa da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli al sindaco Valeria Mancinelli che il progetto dell’uscita a nord del porto di Ancona è ancora vivo e andrà avanti. Il secondo risultato è quello di una lobby istituzionale, un tavolo di coordinamento che si riunirà mensilmente per controllare lo stato di avanzamento del progetto stesso. Ne faranno parte, oltre all’autorità portuale e il Comune, la Regione, la Camera di Commercio, la Confcommercio, la Confartigianato, i sindacati, Rfi, l’Ordine degli Ingegneri, l’Ordine degli Architetti e tutti gli operatori del porto. Obiettivo: controllare che il cronoprogramma per la realizzazione di un’infrastruttura di cui si parla da oltre 40 anni venga rispettato: «Servirà ad avere un’informazione diretta sull’andamento della vicenda e a concordare eventuali misure di mobilitazione per sollecitare le cose, se e quando sarà necessario» ha detto la Mancinelli nella conferenza stampa in Comune.  All’origine del viaggio del sindaco a Roma c’era la paventata esistenza di un progetto dell’Anas alternativo a quello presentato ufficialmente la scorsa primavera: «Non ci risultava nulla ed eravamo preoccupati che si dovesse ricominciare tutto da zero- ha detto la Mancinelli- ho chiesto quindi chiarimenti e mi è stato risposto che né il ministero né i suoi organi periferici, cioè il provveditorato alle opere pubbliche, ha dato ad Anas un indirizzo diverso. Il progetto quindi è uno- specifica la Mancinelli- ed è quello presentato a maggio-giugno di quest’anno con la realizzazione dell’uscita nella zona di Bartoletti». Su quel progetto, Comune e istituzioni hanno promesso costante confronto e vigilanza. 

Tre fasi

Il progetto di viabilità riguarda il collegamento tra il porto e l’autostrada A14 ed è costituito, di fatto, da tre fasi distinte per le quali non sono state rese note le tempistiche di realizzazione: La prima è l’interramento del tratto viario tra Marina Dorica e Torrette (lungomare nord), per la quale c’è già il progetto definitivo approvato con tanto di risorse. L’iter prevede la valutazione di impatto ambientale (VIA) da parte della Regione, la quale dovrebbe concludere la fase istruttoria nel giro di due settimane per poi sottoporre le carte all’approvazione del Ministero dell’Ambiente. «Rfi, soggetto incaricato per quella parte del progetto, ha detto che non appena sarà concluso il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale conta di andare in gara d’appalto entro l’anno prossimo» ha spiegato la Mancinelli. La seconda fase riguarda il raddoppio della Statale 16. Stesso discorso, progetto definitivo approvato e risorse disponibili, con l’Anas che sta concludendo le procedure di esproprio per poi andare in gara di appalto. L’allarme che ha portato a Roma la Mancinelli riguardava la terza fase, cioè quella della bretella di collegamento tra la Flaminia e la variante alla Statale 16: «E’ in fase di progettazione dell’Anas, in termini di maturazione è più indietro rispetto al resto anche perché questa parte è stata avviata un anno e mezzo fa. I tempi maturano  - ha concluso la Mancinelli- ma bisogna stare dietro pezzo dopo pezzo affinché le caselle vadano a posto con dei tempi che non diventino storici». 

Istituzioni e associazioni

«Quella di cui parliamo non è solo una strada – ha detto il vicepresidente della Regione Anna Casini- ma la connessione tra porto, interporto e aeroporto. L’aeroporto lo abbiamo salvato, la quadrilatero sta arrivando, non possiamo non connettere in modo veloce anche il porto». Sulla stessa linea l’assessore ai lavori pubblici Paolo Manarini: «Oltre a un collegamento infrastrutturale questo è un discorso di riqualificazione urbana e ambientale, perché togliamo il traffico da Torrette che ricordiamo essere un quartiere con 10mila abitanti». Gilberto Gasparoni (Confartigianato) ha sottolineato: «l'importanza di tre progetti che camminano insieme per un’opera attesa da anni». Giorgio Andreani, in rappresentanza delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil ha osservato che: «L’economia del porto è l’economia della regione». Massimiliano Polacco (Confcommercio) ha detto che: «Tutta l’economia fa il tifo per le istituzioni, la determinazione che non avevamo mai visto prima adesso c’è». Rodolfo Giampieri ha sottolineato l’adesione al tavolo di coordinamento di tutti gli operatori del porto: spedizionieri, servizi tecnico-nautici e cantieri: «C’è l’orgoglio di essere insieme per rivendicare la necessità di creare occupazione e di realizzare un’opera che non ha colore politico». 
 

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