Terremoto, i sindaci e le Anci chiedono soluzioni nel dl Sbloccacantieri

Presente anche Maurizio Mangialardi Coordinatore nazionale Anci regionale e sindaco di Senigallia

Le macerie dopo il terremoto

Si è tenuta questa mattina a Teramo una conferenza stampa di sensibilizzazione e mobilitazione dei rappresentanti istituzionali dei territori colpiti dal sisma. Accanto al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, la mobilitazione ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti dell’Anci regionale. Presenti Maurizio Mangialardi Coordinatore nazionale Anci regionale e sindaco di Senigallia, Nicola Alemmano sindaco di Norcia, Aleardo Petrucci sindaco del Comune di Arquata del Tronto, Enrico Diacetti segretario generale Anci Lazio, Luciano Lapenna presidente regionale Anci Abruzzo. Presente anche il presidente della Provincia di Teramo Diego Di Bonaventura e quasi tutti i sindaci del territorio teramano colpito dal sisma. 

Maurizio Mangialardi,coordinatore nazionale delle Anci regionali e sindaco di Senigallia, intervendo alla conferenza stampa ha detto: “Noi abbiamo preparato gli emendamenti che dovevano solo essere approvati – ha detto Mangialardi – perché condivisi con il Commissario e il Governo; addirittura li abbiamo scritti noi per facilitare il lavoro: non dovevano far altro, visto anche che non prevedevano grandi cifre. Abbiamo chiesto un provvedimento che parlasse di un terremoto verificatosi nel cuore della nazione, che mettesse in condizione i Sindaci di muoversi e non assumere responsabilità più grandi di loro”. Quindi una nota di allarme:  “Temo che il provvedimento non riesca a trovare una concretizzazione; se così dovesse essere, tutto diventa una responsabilità politica e andremo dai parlamentari a chiedere conto delle loro decisioni, perché è ora che si capisca che, per usare un’immagine, se muore Norcia, muore l’Italia. Se non si adeguano le norme alle indicazioni da noi fornite, corriamo il rischio di fare tra vent’anni bei presepi ma senza popolazioni. La responsabilità ora deve essere del Governo, che deve trovare le soluzioni. Il commissario deve comprendere bene qual è il problema: la necessità di semplificare. L’Anci rimane in mobilitazione attiva e istituzionale. Rimaniamo compatti”.

Il primo cittadino di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci, ha rilanciato con determinazione: “Siamo stufi delle continue promesse disattese. Abbiamo finora ricevuto un terzo dei finanziamenti, e hanno fuori località come Pescara del Tronto perché secondo chi li ha stanziati lì non si può ricostruire. E’ necessario, allora, che si indichi dove delocalizzare il sito, ma su questo versante nulla. E la gente se ne va. Preferiscono prendere il CAS o stare in albergo. E non tornano più. Se si continua su questa linea, una volta ricostruite le case, chissà fra quanti anni, non ci sarà più nessuno. La popolazione non la teniamo più. Questo è uno degli ultimi appelli, se non ascoltano le nostre richieste, si pensa già ad azioni molto clamorose”.  Quindi la chiusura con un appello ai colleghi presenti: “Continuiamo con questo sforzo unitario e urliamo al Governo che abbiamo bisogno di norme speciali”.

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