Post sisma, ai tecnici mancati pagamenti per quasi cento milioni di euro

Sono circa mille i professionisti marchigiani impegnati nella ricostruzione privata e molti di loro non hanno ancora ricevuto compensi

Terremoto ad Arquata del Tronto

I tecnici impegnati nelle pratiche di edilizia privata per la ricostruzione post sisma 2016 vantano ad oggi crediti per circa 100 milioni per lavori già presentati all'Ufficio Speciale Ricostruzione. È quanto emerge dalle dichiarazioni del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, rilasciate in occasione di una recente intervista ad una emittente televisiva locale. Sono circa mille i professionisti marchigiani impegnati nella ricostruzione privata e molti di loro non hanno ancora ricevuto compensi, facendo loro malgrado da “banca” a causa delle normative attualmente in vigore che prevedono il pagamento alla ultimazione dell’iter della pratica.

Un cortocircuito normativo che potrebbe essere sanato, superando quanto previsto dalla tanto discussa Legge 189/2016. L’art. 37 comma 7-bis del Decreto Genova prevede, infatti che “Ai  tecnici e professionisti incaricati delle prestazioni tecniche relative agli interventi di edilizia privata  di ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici verificatisi a decorrere dal 24 agosto 2016, sia per danni lievi che per danni gravi, spetta, alla presentazione dei relativi  progetti, secondo quanto previsto dal presente decreto, un'anticipazione del 50% del compenso relativo alle attività professionali poste in essere dagli studi tecnici o dal singolo professionista, e del 50% del compenso relativo alla redazione della relazione geologica e alle indagini specialistiche resesi necessarie per la presentazione del progetto di riparazione con rafforzamento locale o ripristino con miglioramento sismico o demolizione e ricostruzione. L'importo residuo, fino al raggiungimento del 100% dell'intera parcella del professionista o studio tecnico professionale, comprese la relazione geologica e le indagini specialistiche, è corrisposto ai professionisti in concomitanza con gli stati di avanzamento dei lavori. Con ordinanza commissariale sono definite le modalità di pagamento delle prestazioni di cui al precedente periodo”.

Come evidenziato dalle parole dello stesso Governatore delle Marche, con l’anticipazione del 50% delle prestazioni previsto nella norma, ai tecnici sarebbero restituiti ben 48 milioni di euro. Una cifra imponente che darebbe respiro a molti professionisti locali, spesso provenienti proprio dalle aree del cratere, che hanno presentato il 90% delle circa 5000 pratiche già istruite.

L’auspicabile attuazione di questi anticipi in tempi brevi assume maggior rilievo data l’imminenza del termine del 30/06/2019 per la presentazione delle istanze dei danni lievi. Scadenza, che pure probabilmente sarà prorogata, ma che rischia di aggiungere ulteriori e insostenibili aggravi sui crediti vantati attualmente dai professionisti marchigiani. Bisogna considerare, altresì, l’attività post sisma svolta per le Fast, AeDES, a seguito dell'enormità dei danni da rilevare che hanno portato al tracollo del sistema "protezione civile", eseguite da tecnici locali e non ancora remunerate (e forse mai). Così come le attività di messa in Allegato sicurezza di emergenza, in sostituzione dei VVF sempre per l'entità e il numero dei danni elevato, svolte da tecnici locali ad onorari del 5-8% molto inferiori all'effettiva mole di lavoro richiesto dagli enti preposti, per la presentazione e la Direzione Lavori (sicurezza cantieri PSC, verifiche dei sistemi degli interventi, contabilità dei lavori di dettaglio, Fascicolo manutenzioni, etc.).

A fronte di tutto ciò la Federazione Ordini Ingegneri Marche chiede notizie certe in merito ai tempi di definizione dell'attuazione della norma per gli anticipi del 50%, ritenendo impensabile di chiedere ancora ai professionisti di rispettare scadenze irrealistiche, per di più in assenza dei compensi dei lavori pregressi. La previsione è di almeno altri 3000 progetti dei soli danni lievi da presentare in tempi brevi, con ulteriori spese che graveranno sugli studi professionali e unmancato reddito che può essere stimato in altri 30 milioni di Euro, sulla  base proporzionale dei dati della Regione Marche. A tutela dei tecnici impegnati sul territorio, delle loro famiglie e di tutta la cittadinanza colpita dal sisma Feding Marche, concordemente ai singoli Ordini Provinciali, stigmatizza il comportamento delle Regioni e dello Stato che, pur ribadendo ad ogni passo l'assoluta volontà di ricostruire nei territori, nel contempo pongono regole assurde e divulgano informazioni fuorvianti (come, ad esempio, la copertura assoluta della riparazione del danno post sisma con il contributo concesso ai sensi del D.L. 189/2016).

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