Rifiuti, obiettivo differenziata non raggiunto: +486mila euro di spese per i cittadini

Due interrogazioni del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale: «Premi ai dirigenti di Anconambiente solo se raggiungono l’obiettivo del 65%»

Bidoni al mercato del Piano

L’avere solo il 55% di raccolta differenziata anziché il 65% ha comportato ai cittadini anconetani un aumento della tassa rifiuti di 486mila euro. Spalmati su tutte le utenze e all’interno della 20ina di milioni di costo totale del servizio ma pur sempre un sovrapprezzo calcolato a 24 euro ogni tonnellata di rifiuti. È emerso nel corso del consiglio comunale di oggi quando il sindaco Valeria Mancinelli ha risposto a un paio di interrogazioni presentate dal Movimento 5 Stelle. La prima, presentata dalla capogruppo Daniela Diomedi, chiedeva lumi sulla raccolta differenziata al mercato del Piano. Il sindaco ha parlato di 6 bidoni dell'umido ma per il resto, attacca la Diomedi, «nei bidoni dell'indifferenziata finisce di tutto e, in prevalenza, carta, cartoni, plastica. Tutto in discarica. In attesa di capire se nel contratto di servizio con AnconAmbiente esista un apposito capitolo che riguarda i mercati anconetani oppure se qualcuno se ne sia dimenticato, oppure se è prevista la differenziazione ma AnconAmbiente omette di organizzarla, sappiano gli anconetani (soprattutto quelli che ancora attendono il rimborso) che dal prossimo anno troveranno un aumento della Tari dovuto all'incremento del costo del conferimento in discarica».

Punto, quest'ultimo affrontato proprio dall’interrogazione della pentastellata Lorella Schiavoni. «Dal 2012 – ha risposto la Mancinelli - il Comune di Ancona non ha mai raggiunto il 65% di raccolta differenziata anche, va detto, perché nel frattempo si è modificato per disposizione regionale il metodo di calcolo del quantitativo». Le cifre: nel 2017 la quota di indifferenziata è stata di oltre 23mila tonnellate, il 10% in meno rispetto a 5 anni fa ma sempre sotto la quota del 65%. «I cittadini di Ancona – ha replicato la Schiavoni - pagano una delle tasse più alte d’Italia e stanno ancora aspettando il rimborso per le pertinenze. Occorre coinvolgerli tutti per promuovere la differenziazione dei rifiuti ma va anche detto che Anconambiente ha una governace errata: i premi ai dirigenti dovrebbero essere legati al raggiungimento di questi obiettivi, anziché perseguire la logica privatistica degli utili».

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