Il consigliere comunale: «Sapevamo che la Lanterna Azzurra non era perfetta»

L’intervento è arrivato durante il consiglio comunale di Corinaldo aperto alla cittadinanza sui fatti della Lanterna Azzurra. E’ seguita la replica dell’amministrazione

Un momento della seduta aperta del consiglio comunale

«Noi sapevamo che la Lanterna Azzurra non era perfetta, è inutile che ci nascondiamo, la discoteca di sotto era una grotta per questi ragazzi e queste cose bisogna dirle». Riccardo Piermattei parla da genitore, ma è anche consigliere della lista “Corinaldo c’è – in movimento”. Durante il consiglio Comunale aperto di giovedì sera (GUARDA IL VIDEO), chiesto dallo stesso gruppo di minoranza, ha preso la parola davanti a un centinaio di cittadini per dire che: «la colpa è soprattutto di noi genitori e io mi sento in colpa per quell’8 dicembre». Concetto rimarcato poco dopo anche da uno dei corinaldesi che hanno partecipato alla seduta, Mauro Zandri: «Tutti sapevano che in quella discoteca, ma non solo in quella, c’era forse troppa gente. Nessuno però è mai venuto a protestare in amministrazione? O forse tutti sapevano e tutti sono stati zitti?». A quel punto è stato il sindaco Matteo Principi a riprendere la parola per fare chiarezza su quello che l’amministrazione sapeva e non della Lanterna Azzurra: «Nessun dubbio sul funzionamento del locale, siamo sempre stati consapevoli dei vari passaggi che ci sono stati. Sono arrivate preoccupazioni da parte dei genitori, ma erano preoccupazioni normali di un genitore rispetto a disagi legate alle politiche giovanili. Abusi di alcol ad esempio, ma non tanto legati a quel luogo bensì come preoccupazione generali. C’è stata la nostra attività di controllo e la nostra attività amministrativa per verificare queste situazioni. Qualcosa non ha funzionato ed è stato qualcosa di molto grave, ma aspettiamo l’indagine per capire quello che è accaduto perché solo allora avremo risposte serie e puntuali». Principi ha anche spiegato di essersi recato più volte personalmente e in tarda serata in quella discoteca per effettuare dei sopralluoghi: «E’ l’unica discoteca presente nel nostro Comune, sono andato a verificare io stesso quando mi è stato chiesto oppure ho coinvolto le forze dell’ordine. Di particolare non è mai emerso nulla e questo ci ha portato a tenere aperta questa struttura». Le carte comunali (planimetrie, permessi, etc) riguardanti la Lanterna Azzurra sono in mano agli investigatori. 

I CITTADINI SI CONFRONTANO IN COMUNE - IL VIDEO 

Ad aprire la seduta è stato il capogruppo della minoranza, Luciano Galeotti (nella foto in basso è seduto a sinistra accanto a Riccardo Piermattei) che, in attesa dei risultati dell’indagine penale, ha detto la sua su tre possibili cause o concause: «In primis c’è l’inadeguatezza della struttura, un locale attivo già negli anni ’70 ricavato da un magazzino agricolo per il quale era stata chiesta nel 1986 l’istanza di condono per modifica a sala da ballo e discoteca e che è rimasto tale per oltre 30 anni con sistemi di sicurezza non adatti ai nostri bambini. C’è stata poi l’incapacità dei gestori, impresari improvvisati e incoscienti volti a soddisfare la propria avidità, e poi le responsabilità di chi ha sottoscritto i vari permessi in modo superficiale. Questa miscela ha generato una bomba ad orologeria pronta all’esplodere. Molti sapevano ma hanno taciuto».

luciano galeotti e riccardo piermattei consiglieri comunali corinaldo-2

Galeotti ha poi chiesto alla giunta le copie dei documenti riguardanti la Lanterna Azzurra (permessi, planimetrie etc) ma il sindaco ha risposto che la stessa procura della Repubblica ha acquisito i documenti il 10 dicembre: «e ci è stato detto di non metterli a disposizione di nessuno». L'inchiesta intanto si è allargata con nuove iscrizioni nel registro degli indagati.

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