Spacca scrive a Romani e Calabrò: rinviare il digitale al 2012

Il Governatore sottolinea le "penalizzazioni all'emittenza locale marchigiana" e i "forti disagi ai cittadini utenti", che lo switch-off creerebbe a per le interferenze con i Paesi dell'area Adriatica

Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche

Gian Mario Spacca ha preso la penna in mano e ha scritto una lettera al ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, e al presidente Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Corrado Calabrò.
Oggetto: la richiesta ufficiale del rinvio, almeno al 2012, del passaggio al digitale terrestre nelle Marche.

Il Governatore ha sottolineato le “pesantissime penalizzazioni all’emittenza locale marchigiana” e i “forti disagi ai cittadini utenti”, che lo switch-off – previsto nelle Marche dal 5 al 21 dicembre 2011 – creerebbe a seguito dell’assegnazione di frequenze interferite con i Paesi esteri dell’area Adriatica.
Segnali “non coordinati”, quindi disturbati, che la Regione ha denunciato come inadeguati sin dal 2010, per far sì che si provvedesse ai necessari correttivi.

IL PROBLEMA. Nonostante le ripetute richieste di Via Gentile da Fabriano, il governo centrale non avrebbe previsto l’assegnazione alle emittenti locali di almeno una frequenza coordinata, ovvero non interferita con i Paesi esteri dell’area Adriatica.
La mancanza di una frequenza “certa” crea la preoccupazione di possibili problemi di interferenza con Slovenia, Croazia, Bosnia, Albania e Montenegro, già esistenti ora per il segnale analogico. Da qui la necessità di vedersi assegnare “almeno una frequenza coordinata e non interferita” e, in attesa, riviare lo switch-off al 2012.

La motivazione, infine, è anche economica: i bandi nazionali per l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze e per l’attribuzione delle numerazioni LCN alle emittenti televisive locali marchigiane sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale solo dieci giorni fa, e siccome le domande devono pervenire entro e non oltre il 35° giorno decorrente  dalla data di pubblicazione ma i tempi commerciali di consegna delle apparecchiature non possono essere inferiori a 60/90 giorni, le antenne locali si trovano di fatto a non avere il tempo materiale per predisporre gli impianti sulle frequenze assegnate.





 

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