Incubo esondazioni, il sindaco sugli interventi sui fossi: «Un traguardo raggiunto»

A settembre parte il primo lotto dei lavori per la messa in sicurezza dei fossi del territorio di Falconara

Il sindaco presenta i lavori

FALCONARA - Dopo le alluvioni subite da Fiumesino e Castelferretti e dopo anni di confronti, intoppi burocratici e lunghi iter progettuali, a settembre parte il primo lotto dei lavori per la messa in sicurezza dei fossi del territorio di Falconara. I fondi disponibili per il solo ambito falconarese ammontano a 8milioni 70mila euro. «Si tratta di interventi cruciali per i cittadini e le attività produttive, che da tempo chiedono di poter vivere, lavorare e investire senza l’incubo delle esondazioni – dice il sindaco Stefania Signorini –. Un risultato raggiunto anche grazie alla tenacia dell’amministrazione comunale, che durante incontri tecnici e istituzionali ha sollecitato gli enti competenti a investire sul territorio finanziamenti già stanziati, chiesto miglioramenti progettuali, preteso il mantenimento degli impegni anche per gli interventi delle casse di espansione, che in un primo momento non erano previsti dal progetto del Consorzio di bonifica e che invece ora sono arrivati alla fase della progettazione esecutiva».

L’impegno della Giunta Signorini, ripagato con l’appalto dei lavori e l’avvio dei cantieri entro due mesi, è una prosecuzione dell’attività avviata nella precedente legislatura. «Ho partecipato personalmente a una serie di incontri – prosegue il primo cittadino – insieme all’assessore ai Lavori pubblici Valentina Barchiesi e a quello all’Urbanistica Clemente Rossi. La Giunta ha presentato con atti ufficiali una serie di osservazioni per migliorare i progetti preliminari che ci erano stati sottoposti, forti della conoscenza del territorio e delle problematiche legate al rischio idrogeologico». La battaglia continua per la messa in sicurezza della foce del fiume Esino. «Coinvolgeremo l’Autorità di sistema portuale per questo intervento, dopo lo stop della Regione, dato che la foce rientra nel demanio marittimo – dice l’assessore Barchiesi –. Allo stesso tempo vigileremo affinché venga portato avanti l’intero progetto, fino al completamento del secondo lotto, visto che a settembre partiranno il primo e secondo stralcio del primo lotto». Anche l’assessore Rossi, nell’esprimere soddisfazione per l’intera progettualità, sottolinea la necessità di mettere in sicurezza la parte terminale della foce dell’Esino «per mettere finalmente mano al progetto di recupero della parte più a sud dell’abitato di Rocca Mare. Il progetto è fermo da anni a causa delle ricorrenti esondazioni. Alla Regione chiediamo di farsi interprete delle richieste del Comune anche chiamando a raccolta tutti i soggetti che hanno contribuito in maniera diretta o indiretta a determinare le criticità». Allo stesso tempo l’amministrazione comunale chiede la massima attenzione alla situazione delle zone esondabili che non hanno consentito di affrontare l’espansione delle aree produttive, per cui il piano Pip (Piano insediamenti produttivi) è rimasto pressoché fermo.

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