Sanità, centrodestra contro Ceriscioli: «Non c’è programmazione, tetto spesa al ribasso»

Il centrodestra regionale denuncia la mancanza di programmazione da parte della Regione nelle attività della sanità regionale. L’ex consulente Balducci: «Tutto fermo dal 2000»

Jessica Marcozzi, Alberto Balducci e Sandro Zaffiri

Il sistema sanitario regionale opera su un budget di spesa che ha bisogno costante di uno specifico politica di rientro. La conseguenza? «La programmazione è ferma all’anno 2000 e quando si raggiunge una certa spesa le attività vengono contratte condizionando i servizi al paziente». Lo dicono in coro i gruppi consiliari regionali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il centrodestra per voce del vicepresidente del Consiglio Regionale Piero Celani, i capigruppo Sandro Zaffiri (Lega), Jessica Marcozzi (FI) ed Elena Leonardi (FdI), boccia il piano socio sanitario del Presidente della Regione Luca Ceriscioli e annuncia l’elaborazione di un nuovo modello. Alla conferenza stampa convocata nella sede del Consiglio Regionale c’era anche l’ex consulente regionale Alberto Balducci: «E’ tutto fermo- spiega Balducci- senza una programmazione non c'è gestione e nemmeno un controllo. Manca anche un sistema informatico per una programmazione del genere».  

«Abbiamo una sanità a cui manca la programmazione e opera su un budget di spesa che ogni tre anni viene rivisitato, questo significa che non si ha mai la certezza della spesa- commenta Zaffiri-bisogna rivedere la sanità partendo dalle Asur». Alla Lega fa eco FdI: «C’è una totale assenza di programmazione da parte della Regione. In tre anni abbiamo visto provvedimenti spot che sono andati dietro a delle imposizioni o a degli adeguamenti di legge senza una visione reale dell’offerta sanitaria né della direzione in cui si vuole andare» ha commentato la Leonardi, che punta il dito anche sull’accorpamento di diversi ospedali della regione: «Nella maggior parte dei casi è qualcosa che rimane sulla carta e sembra una distrazione di massa per far discutere sulla collocazione di questi ospedali. Quelli che erano finanziati sono fermi al palo come ad esempio l’ospedale di Camerano». 

L’accentramento degli ospedali e la chiusura dei piccoli nosocomi dell’entroterra, dice la Leonardi, rischia di ripercuotersi sul ripopolamento delle zone colpite dal sisma: «Se non prevediamo all’interno del piano una programmazione idonea a far si che queste terre tornino abitate perché ci sono i servizi essenziali condanneremmo l’entroterra a uno spopolamento inevitabile». Critiche all’attuale gestione della sanità regionale arrivano anche da Forza Italia: «Proponiamo una vera e seria programmazione, una nuova scrittura del piano sanitario. In questi anni abbiamo criticato, ma come centrodestra faremo presto proposte serie».
 

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