Locali e vita serale, Rubini (AIC): «Gestori non possono rischiare per comportamenti individuali»

A parlare è Francesco Rubini, capogruppo di Altra Idea di Città, sulle riaperture delle attività ad Ancona

Francesco Rubini

«Ciò che si temeva accadesse è accaduto. A fronte di linee guida poco chiare, messaggi istituzionali confusi e assenza di risposte comprensibili da parte delle autorità competenti, molti locali e bar hanno preferito non aprire piuttosto che rischiare multe salate e sanzioni più gravi come per esempio il paventato ritiro della licenza». A parlare è Francesco Rubini, capogruppo di Altra Idea di Città.

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«Raval di Piazza del Papa ci ha provato lunedì per poi richiudere il giorno seguente lanciando un chiaro messaggio: così non é possibile andare avanti. Ebbene sì, perché non ci sono garanzie rispetto al livello di responsabilità giuridica  in capo ai gestori per quanto riguarda i comportamenti individuali dei clienti. Che succede se in un locale pienamente rispettoso di linee guida e protocolli su disposizione dei tavoli, servizio e igiene, un gruppetto di ragazzi decide di violare apertamente ogni regola ed assembrarsi? Ne risponde il proprietario? Di certo non è possibile immaginare di trasformare i gestori in “carabinieri” nè tanto meno chiedere loro di assumere steward o altro personale (che tra l’altro non sono e non possono essere tutori dell’ordine) in una situazione di già forte crisi. Servono dunque da subito provvedimenti immediati e lineari con cui si liberino i gestori da ogni responsabilità per i comportamenti singoli degli avventori dei locali. In seconda battuta, ma non per importanza, occorre, senza sfociare in una inutile militarizzazione della città, dotare il territorio di personale adibito al controllo delle attività e degli spazi di aggregazione, un po’ come sta già accadendo per i mercati ambulanti. Infine, e qui ci ripetiamo fino alla sfinimento, è necessario che le persone, a partire dai più giovani, capiscano che, senza una colossale assunzione di responsabilità collettiva, da questa situazione non se ne esce. Nessuno si salverà da solo».

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