PM10, accolta la protesta degli autotrasportatori marchigiani

La Regione rivedrà il testo in base alle proposte elaborate congiuntamente da Confartigianato e Cna. Fra le richieste: nessuna limitazione per il Porto e libera circolazione dei veicoli pesanti euro 4

Una delegazione di oltre 100 autotrasportatori marchigiani ha presidiato oggi l’accesso al Palazzo della Regione Marche e la sala del Consiglio per chiedere una sostanziale modifica all’Accordo di Programma sulle misure di contenimento delle polveri sottili adottato dalla Regione e proposto alla firma degli Enti locali.
Il successo è stato pieno: la Regione rivedrà il testo in base alle proposte elaborate congiuntamente da Confartigianato e Cna.

Dopo la manifestazione i segretari di Confartigianato Trasporti e Fita Cna delle Marche, Gilberto Gasparoni e Riccardo Battisti, hanno incontrato Vittoriano Solazzi, presidente del Consiglio Regionale delle Marche, l’assessore all’ambiente Donati e i capigruppo di tutte le forze politiche.  

LE RICHIESTE. Confartigianato e Cna hanno chiesto alle Autorità Regionali di inserire alcuni punti nell’Accordo di Programma, ecco i più signifcativi:

- Nessuna limitazione per i veicoli commerciali da e per il porto di Ancona, la circolazione deve poter essere interdetta o limitata solo nei centri urbani densamente abitati e non può essere impedito il transito dei mezzi nelle aree industriali o presso importanti snodi di comunicazione

- Libera circolazione per i veicoli leggeri euro 2 e per i veicoli commerciali pesanti (superiori a 3,5 t.) euro 3 e euro 4. Per facilitare le imprese nell’acquisto dei FAP (Filtri Antiparticolato) o nel rinnovo del parco macchine, si ritiene indispensabile prevedere un contributo in conto capitale pari al 50% del costo sostenuto per l’adeguamento o per la sostituzione del veicolo da concedere alle microimprese aventi sede legale ed operativa nel territorio della Regione Marche.

- Possibilità per i Comuni di concedere permessi (che dovranno essere validi in tutta la Provincia per evitare la moltiplicazione delle richieste) alle imprese per il carico e scarico e per l’erogazione di servizi, previa verifica della loro reale esigenza di ingresso nelle zone interdette.






 

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