«Pd fatto di correnti e fuori dal mondo», anche Matteo Bitti lascia il Pd e passa con Renzi

Ad Ancona anche Matteo Bitti va via dal Partito Democratico. Ha 34 anni ed è impegnato nell’attività politica a sinistra fin da giovanissimo

Matteo Bitti

Via dal Partito Democratico anche lui, a 34 anni, impegnato nell’attività politica a sinistra fin da giovanissimo: è Matteo Bitti, anconetano e residente a Jesi da 5 anni, già memebro dell’Assemblea nazionale, della direzione provinciale e della segreteria Pd a Jesi. Lascia tutto per passare con Italia Viva di Matteo Renzi e queste sono le spiegazioni della sua scelta, affidate ad una nota stampa:

“Si, ho deciso di andare. Ho rassegnato le dimissioni dall’assemblea nazionale e da tutti gli incarichi che avevo nel Partito Democratico. Mi pesa e mi dispiace andarmene ma è giusto riconoscere che per me un ciclo si è chiuso. Lascio degli incarichi di servizio che mi riempivano di orgoglio perché li ho sudati sul campo. Li lascio senza aver ricevuto proposte e senza nulla da chiedere. Se in Italia Viva ci sarà bisogno di me darò volentieri un piccolo contributo, diversamente farò il soldato semplice e se servirà quello di trincea. Spero che Italia Viva sia un partito frizzante pieno di belle e brave persone come è il PD ma che abbiano però l’opportunità di essere nei posti decisionali; opportunità che nel PD spesso non c’è. La decisione di alcuni dirigenti nazionali di creare correnti nelle correnti e le parole del vicesegretario Orlando sempre sulla difensiva nei confronti di Renzi hanno accelerato la mia decisione. L’unica cosa che mi avrebbe fermato sarebbe stato vedere un sussulto di vitalità e di unità dai così detti “exrenziani rimasti”, così non è stato per cui non vedo ragione per continuare a lavorare nel Pd. In assenza di un progetto solido nel PD, scelgo di accettare la sfida di una storia nuova tutta da scrivere. Serve un partito fresco, serve poter coinvolgere le forze belle che spesso sono rimaste alla porta nel Pd perché spaventate dalle logiche vetuste e polverose che ingabbiano idee e inghiottono quelli bravi costringendoli a rimanere alla porta. Spesso durante le riunioni o le assemblee mi sono trovato a pensare: “se qui ci fosse un mio coetaneo ora scapperebbe dicendo che siamo fuori dal mondo”. Ecco spero di non dover più vivere questa sensazione, anzi spero che un mio coetaneo sia li a spiegarmi il suo pezzo di mondo e come vede il futuro. Esco anche perché non condivido questo abbraccio strutturale a tutti i livelli che il Pd ha deciso di intraprendere con i 5 stelle. Non sopporto questa sudditanza psicologica e morale che il Pd si è autoimposto nei confronti dei 5 stelle. Inoltre non credo alla logica del nemico comune e penso che Salvini ha perso la battaglia ma non la guerra. Servono quindi quelle idee che ci avevano portato al 40% e non questo timore che sta facendo delegare ai 5 stelle l’agenda politica. Me ne vado senza sbattere la porta e senza polemiche, anzi, me ne vado salutando tutti con affetto e augurandomi il meglio per ognuno di noi. Faccio un atto di fede verso Matteo Renzi, me ne rendo conto, ma fino ad oggi anche quando non ho condiviso delle scelte è stato lui comunque il mio riferimento e continuo a credere nel ragazzo di Rignano Sull’Arno. Ai cari amici che si dispiaceranno di questa mia uscita ricordo che io rimarrò quello che sono, un liberale di sinistra, cambierò squadra ma le sfide da vincere sono sempre le stesse ossia sconfiggere la destra , ammodernare il paese e costruire finalmente gli stati uniti d’Europa”.

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