Monte Paschi Siena - Confindustria: patto per far rientrare le aziende in Italia

Un fondo di 200 milioni di euro per il 2016 destinato alle aziende. Attenzione a chi rientra in Italia, giovani e imprese al femminile. L'assessore Bora: «Cerchiamo altri fondi»

L'accordo tra Mps e Confindustria

Finanziamenti per riportare le imprese che hanno delocalizzato all'estero di nuovo nelle Marche. È questo uno dei filoni che segue il plafond da 200 milioni di euro messo a disposizione grazie all'accordo tra il Monte dei Paschi di Siena e Confindustria Marche. I dettagli dell'operazione, che avrà durata fino al 31 dicembre, sono stati illustrati oggi in Regione alla presenza dell'assessore regionale all'Internazionalizzazione Manuela Bora. Sono sei le tipologie di finanziamento compresi fondi dedicati alle start up e all'imprenditoria femminile. Sperimentato nella provincia di Fermo, Mps ha distribuito negli ultimi due mesi del 2015 circa 10 milioni sul territorio.

«Speriamo che il fondo finisca presto e siamo pronti a rifinanziarlo – ha detto Maurizio Bai, Responsabile Area Territoriale Toscana Sud, Umbria e Marche - all'interno di Mps è stato creato un team di sei persone per seguire questo plafond senza passaggi intermedi, così da velocizzare le pratiche. È un contributo concreto di Monte dei Paschi al made in Italy e alle produzioni locali ed è un’occasione unica per attrarre investimenti e per sostenere il rientro in Italia delle aziende che hanno dovuto delocalizzare la produzione. Un territorio senza nuovi investimenti è un territorio che perde valore e ricchezza, per questo vogliamo confermarci al fianco di quelle imprese che sceglieranno o hanno già scelto di investire in questa regione». Secondo Bruno Bucciarelli, presidente Confindustria Marche «per tornare a crescere dobbiamo creare le condizioni necessarie per aiutare chi vuole fare impresa e in questo accordo ci sono tutti gli elementi che servono. È indispensabile che le banche facciano il massimo sforzo per stimolare gli investimenti e favorire il credito alle imprese, per far risalire il clima di fiducia degli operatori economici e dei risparmiatori del nostro territorio».

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«Il nostro Paese – spiega la Bora - è primo in Europa per aver avviato l’attività di rientro in Italia dell’attività manifatturiera, in precedenza delocalizzata. Questa un’iniziativa con grandi potenzialità: se ben gestita può rafforzare il made in Italy, cioè quel valore aggiunto che nessuno ci potrà mai togliere e che grazie alla grande qualità dei nostri prodotti, sicuramente vedrà le Marche tra le protagoniste». La Bora, insieme all'assessore regionale Loretta Bravi sta inoltre cercando di trovare altre risorse da destinare al rientro in Italia delle aziende, il cosiddetto "reshoring".

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