Il Passo del Lupo deve essere riaperto: «Lo sostiene anche Legambiente»

Ad affermarlo è Fabia Buglioni, capogruppo della lista civica xSirolo

Il Passo del Lupo deve essere riaperto, lo sostiene anche Legambiente che lo inserisce nel Green New Deal nazionale. Ad affermarlo è Fabia Buglioni, capogruppo della lista civica xSirolo.

«Noi del gruppo civico per Sirolo –spiega la Capogruppo Fabia Buglioni- siamo da sempre per il suo ripristino, essendo uno dei punti di grande bellezza di Sirolo, biglietto da visita della Riviera del Conero, fondamentale per lo sviluppo turistico e d’immagine dell’intera Regione Marche. Attualmente questo sentiero è chiuso da un’ordinanza sindacale perché presenta delle criticità, a nostro avviso superabili, tanto che in campagna elettorale avevamo un progetto pronto per renderlo fruibile. Il progetto rientrava tra quelli che avremmo messo in campo per la valorizzazione del territorio e del turismo». 

«Il Conero –continua Buglioni- può e deve intercettare quel segmento turistico legato alle escursioni specializzate, a proposte nuove e ad economia fuori stagione, un’economia sostenibile, consapevole e rispettosa del meraviglioso ambiente che ci circonda. Ha ragione Legambiente, questa può e deve essere la strada per valorizzare il territorio». Secondo il Gruppo XSirolo l’amministrazione comunale ha il dovere di occuparsi della convivenza tra la fruizione e le criticità del sentiero, attivando accorgimenti che possano «consentirne l’utilizzo in sicurezza e con la giusta informazione, puntuale e nella massima trasparenza. Se fino a ieri questo sentiero è stato campo di scontro politico, a volte aspro, oggi è necessario superare la contrapposizione sentiero aperto/chiuso attraverso un progetto che coniughi l’amore per il territorio e il buonsenso, con la voglia di allargare gli orizzonti». 

«Il monte Conero contiene delle grandi storie - conclude Buglioni - e sta a noi imparare a raccontarle per far vivere al turista un’esperienza ed una serie di emozioni da portare a casa come bagaglio indimenticabile. E visto che a Sirolo la prima economia è il turismo, è senz’altro di grande interesse in periodi di bassa stagione, non propriamente balneare, utilizzare queste carte vincenti, quell’immenso patrimonio storico-culturale-ambientale, per attrarre un target diverso». 
 

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