Il Muro sul mare, consiglio comunale aperto: invitato anche il ministro Toninelli

Il sindaco: «Grande mobilitazione anche degli altri Comuni costieri, le nostre obiezioni sono condivise»

Il Comune di Falconara chiama a raccolta la politica, le istituzioni e soprattutto i cittadini e i loro rappresentanti per il Consiglio comunale aperto sulle barriere antirumore di Rfi, organizzato per venerdì 15 febbraio alle 17 nella sala consiliare del Castello di Falconara Alta. Tra gli invitati, il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, i parlamentari eletti nelle Marche, il governatore Luca Ceriscioli con il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo e i consiglieri regionali, per arrivare ai sindaci dei Comuni marchigiani della costa e al comitato ‘No al muro, sì al mare’. Il Consiglio comunale si dovrà esprimere sul documento con il quale si ribadisce il no al ‘muro’, ma sarà data la possibilità di intervenire anche ad altri soggetti presenti. «Questa battaglia è partita proprio da Falconara – ricorda il sindaco Stefania Signorini – lanciata dal Comune e dai cittadini che, sollecitati dall’amministrazione, si sono costituiti in comitato e hanno raccolto migliaia di firme contro il progetto di Rfi, che separerebbe definitivamente la nostra città dal mare. Insieme al sindaco di Ancona Valeria Mancinelli abbiamo voluto sensibilizzare anche gli altri Comuni costieri e la risposta è stata immediata e massiccia. Questa adesione a un’unica battaglia conferma la fondatezza delle nostre obiezioni: Rete Ferroviaria Italiana e Mit non possono mostrarsi insensibili».

I motivi del no al progetto di Rfi per ridurre l’inquinamento acustico lungo la ferrovia erano già stati messi nero su bianco nella lettera congiunta inviata il mese scorso dai Comuni di Ancona e Falconara a 21 sindaci della costa marchigiana. Motivi di contrarietà già esplicitati a fine novembre in un atto di indirizzo della Giunta comunale. Il progetto di Rfi, secondo l’amministrazione falconarese, se realizzato lungo la fascia costiera tra la strada ferrata e la via Flaminia, isolerebbe completamente Ancona e Falconara dal mare, togliendo la visibilità della spiaggia. Inoltre le barriere, che in alcuni punti raggiungerebbero l’altezza di 8 metri, impedirebbero il ricircolo dell’aria, aggravando l’inquinamento ambientale lungo una delle strade più trafficate del territorio. L’obiettivo di ottemperare al Decreto ministeriale Ambiente 29 novembre 2000 per ridurre l’inquinamento acustico a ridosso della ferrovia può essere raggiunto con altri strumenti, tenendo presente che lo stesso Decreto ministeriale del 2000 indica la necessità di intervenire prima di tutto sulla sorgente del rumore. Come soluzioni alternative sono state proposte l’arretramento o l’interramento della ferrovia, la sostituzione del materiale rotabile con uno più moderno che riduca l’inquinamento acustico alla fonte, la revisione degli orari dei treni specie nella fascia notturna per ridurre i disagi. L’intervento delle barriere proposto da Rete Ferroviaria Italiana, secondo l’amministrazione, opera una standardizzazione su tutto il territorio nazionale, senza tenere conto dei contesti territoriali specifici per ogni realtà locale, dove la linea ferroviaria Adriatica corre a ridosso della spiaggia. La soluzione progettuale inciderebbe in maniera irreversibile, oltre che sul paesaggio e sull’ambiente, anche sulla programmazione urbanistica dei Comuni e sul tessuto economico del territorio, causando danni irrimediabili.

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