«Consiglieri 5 Stelle intimiditi», il caso finisce in Parlamento 

È la denuncia del capogruppo anconetano Quattrini e della consigliera Diomedi che lamentano anche la poca trasparenza del Comune di Ancona sull'accesso agli atti

Da sinistra- Andrea Quattrini, Donatella Agostinelli e Daniela Diomedi

Un dirigente comunale viene multato dalla polizia municipale. La consigliera comunale si attiva per capirne di più e fa una richiesta di accesso agli atti ma oltre a ricevere una risposta "censurata" nei dati ritenuti sensibili viene raggiunta anche da una raccomandata, scritta dallo stesso funzionario, dai toni particolarmente accesi. È il caso più ecclatante denunciato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, pronto a finire sui banchi del Parlamento con l'interrogazione presentata dalla deputata Donatella Agostinelli. «Ad Ancona – tuona la parlamentare – si impedisce ai consiglieri l'esercizio del mandato elettivo». La vicenda prende il via a novembre. La storia di quella multa, riportata dalla carta stampata, incuriosisce la consigliera Daniela Diomedi la quale fa richiesta di accesso agli atti chiedendo la relazione di servizio degli agenti. La risposta arriva. La firma il comandante della Polizia Municipale Massimo Fiorenelli che però, precisa, di aver oscurato il nome del soggetto sanzionato perché «non risultano pertinenti o comunque eccedenti al diritto di accesso esercitato». 

Censura preventiva secondo i 5 Stelle. I consiglieri, da Tuel, hanno diritto di accedere ad atti senza omissioni di sorta ma hanno il dovere alla riservatezza in caso di dati sensibili. Tant'è che la Diomedi rinnova la richiesta. Fioranelli bissa le picche ma comunica di aver inoltrato una richiesta di parere al segretario generale Giuseppina Cruso. A stretto giro di posta, tuttavia, arriva un'altra missiva alla Diomedi. La firma, stavolta, è del dirigente multato. Il quale avvisa la Diomedi dell'esistenza di due distinte denunce per diffamazione, rilevazione di segreto d'ufficio, abuso d'ufficio, falso in atto pubblico che sarebbero all'attenzione della Procura della Repubblica. Le parole della missiva, secondo la Agostinelli sono «forme di intimidazione che impediscono il mandato elettorale e che non possono essere tollerate né restare impunite».

Non è il solo caso denunciato dai 5 Stelle. «Alla consigliera Lazzeri – racconta il capogruppo Andrea Quattrini – è stato negato l'accesso a un atto riguardante la corrispondenza tra il dirigente del Ministero delle Infrastrutture, responsabile del procedimento sull'Uscita Ovest e l'assessore Ida Simonella. È intervenuta anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri ribandendo il dovere dell'amministrazione a fonrnire tutti gli elementi richiesti ma l'atto non è stato consegnato». Lo stesso Quattrini è stato a sua volta intimato con diffida dal Comune. Avrebbe dovuto comunicare (entro 7 giorni dal ricevimento della lettera inviatagli dal segretario comunale) l'origine del dossier che ha messo l'Uscita Ovest sotto la lente d'ingrandimento dell'Anac. L'Anticorruzione di Cantone sarà chiamata anche in questo caso, annunciano i consiglieri. «Sono episodi gravissimi – conclude la Agostinelli – un attacco allo svolgimento del mandato dei consiglieri 5 Stelle ma anche di tutte le minoranze nel silenzio di sindaco, giunta e maggioranza».

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