Gemellaggio con Kobane, città simbolo della resistenza contro l'Isis: Sel deposita mozione

Depositata nei Consigli comunali di Ancona e Fabriano una mozione per avviare le procedure di gemellaggio con Kobane, città curda simbolo della resistenza contro l'Isis. Presente Karim Franceschi, combattente volontario al fianco del popolo curdo

Depositata nei Consigli comunali di Ancona e Fabriano una mozione per chiedere di avviare le procedure di gemellaggio con Kobane, città curda simbolo della resistenza contro l'Isis. Ad Ancona la mozione è all'ordine del giorno del 19 giugno. «Questa campagna di sostegno alla città di Kobane è stata promossa da più comunità. Forlì e Roma hanno già approvato questa mozione. Chiediamo ai Comuni di avviare le pratiche per questo gemellaggio per mostrare la nostra vicinanza. Kobane è il simbolo della resistenza partigiana contro il nuovo fascismo nero dell'Isis- afferma Francesco Rubini, consigliere comunale Sel-. Ci sono anche donne che combattano contro l'Isis che invece vorrebbe renderle schiave».

«La città di Kobane ha rappresentato una roccaforte contro le barbarie dell'Isis. L'intero popolo curdo ha combattuto e liberato la città dalle crudeltà del sedicente stato islamico- spiega Emanuele Rossi, consigliere comunale Sel di Fabriano-. Crediamo che un apporto di solidarietà da parte delle città italiane sia assolutamente fondamentale. Quella di Kobane è stata una resistenza politica, democratica e culturale. C'è un forte senso di fratellanza e democrazia. La  battaglia dei resistenti curdi è la battaglia di tutti noi».

«Quando si parla di Isis non si parla mai del califfo e degli affari milionari che continua a fare con chi ha dichiarato guerra» sottolinea il consigliere comunale Sel di Ancona, Stefano Crispiani. Presente alla conferenza stampa anche Karim Franceschi, il giovane senigalliese, combattente volontario al fianco del popolo curdo contro l'Isis, rientrato recentemente da Kobane dopo tre mesi di guerra. «La richiesta di questo gemellaggio può sembrare piccola ma in un momento storico come questo significa tendere la mano a un popolo con cui condividiamo i valori di democrazia, laicismo, libertà e femminismo- commenta Karim-. In questo modo gli stiamo dicendo che non li lasciamo soli di fronte alla minaccia dell'Isis. E' stata una cosa enorme che i partigiani internazionali sono andati a sostenerli».

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