Mensa Padre Guido, Tombolini (60100): "In commissione non abbiamo trovato l'accordo"

Nessun accordo in commissione. E' questo il commento di Stefano Tombolini (60100) in merito alla Mozione approvata sulla Mensa del Povero: "Per noi è un valore fondamentale, per altri un servizio che crea disagio"

Nessun accordo in commissione. E' questo il commento di Stefano Tombolini (60100) in merito alla Mozione approvata sulla Mensa del Povero:

"In Commissione non c'è stata totale condivisione e non siamo riusciti a metterci d’accordo sulle premesse perché, purtroppo, c'è chi ha affrontato il problema con l'ambizione di farlo partendo da presupposti non condivisibili. La nostra premessa è ben chiara ed esplicitata in maniera altrettanto limpida: la Mensa del Povero di Padre Guido è un valore fondamentale ed un servizio essenziale. Per altri invece è un servizio che crea disagio, una bomba innescata pronta ad esplodere, un macigno posto nel mezzo dei percorsi turistici della città, il catalizzatore del degrado e “deve essere spostata”.
Noi a questo giochetto delle premesse che per forza si vorrebbero porre in testa a tutti gli atti e ad ogni ragionamento non vogliamo partecipare. 

La Mozione è stata ampiamente condivisa in Commissione dai Consiglieri di Maggioranza e di Opposizione perché basata su atteggiamenti pratici e concreti piuttosto che su idee teoriche; insomma una Atto che punta al concreto, con poche parole e molti fatti, perché non ci siano scusanti o possibilità di digressioni, ma solo atti reali in tempi certi.
Dunque pochi concetti, ma chiari:
·         tavolo della Concertazione allargato a tutti i soggetti interessati, primo tra tutti chi il servizio lo svolge e lo offre alla città;
·         definizione delle modalità di risoluzione delle criticità che verranno evidenziate nel confronto e che non siamo noi a “definire” a priori, modalità che non possono partire dal presupposto che la “Mensa del Povero” va spostata forzosamente altrove; 
·         analisi tecnica ed economica delle soluzioni possibili: se fosse concertato di delocalizzare la mensa ed i servizi socio assistenziali ad essa connessi in altri locali, andrebbero stabiliti i costi di allestimento, di trasferimento, di arredo e tutti quelli che sono necessari a rendere funzionale il servizio, prevedendo il soggetto che si farà carico degli oneri stimati.
Dunque massima chiarezza a cui abbiamo voluto aggiungere un termine temporale, almeno per l’avvio dei tavolo di concertazione: 30 giorni dall’approvazione dell’atto in Consiglio Comunale. A qualcuno piace fare solo propaganda verbale o protocolli d’intesa; altri invece sono portati a sparare su qualsiasi cosa si muova in direzione diversa dalla loro; noi vogliamo affrontare i problemi in maniera pragmatica, sulla base di posizioni chiare e possibilmente condivise, tempi certi e sostenibilità economica

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