Massimo Mandarano lascia il Pd per seguire Renzi: «Ma continuo a sostenere la Mancinelli»

Massimo Mandarano, nato nel Partito comunista, sindacalista della Cgil e poi Ds, Pds e Pd, oggi fa una scelta di campo e decide di seguire Matteo Renzi

A sinistra Matteo Renzi e a destra Massimo Mandarano

Matteo Renzi lascia il Partito Democratico per fondare un proprio soggetto politico: Italia Viva. Per questo nel territorio nazionale si sta assistendo a una serie di mobilitazioni in uscita dal partito di centrosinistra a livello locale. Tra chi decide di restare e chi si appresta a prendere la porta del Pd, ad Ancona è il consigliere comunale Massimo Mandarano a fare le valigie, in attesa che Italia Viva prenda corpo anche nel capoluogo dorico.

«Passerò con Matteo Renzi, con cui mi sono subito trovato in sintonia quando è entrato in politica. Oggi, senza nulla togliere al Pd, non mi ci trovo più, così, anche se non mi aspettavo un cambio così repentino, ho colto l’opportunità per un veloce passaggio». 

Così Mandarano, dopo aver inviato una posta elettronica certificata al Comune in cui annuncia  la sua scelta, lunedì in consiglio comunale formalizzerà il suo passaggio nel gruppo misto. Da regolamento non potrà costituire un gruppo dal nome “Italia Viva” perché ci sarebbe bisogno di un minimo di 3. Dunque l’ormai ex democrat si appresta a diventare capogruppo del gruppo misto.

E con il sindaco Valeria Mancinelli come la mettiamo? «Io resto in maggioranza e continuo ad appoggiare la Mancinelli, anche perché non ho nulla contro il Pd, soprattutto a livello locale. La mia è una scelta dettata dal panorama nazionale». 

Ma forse c’è anche qualcosa delle politiche locali che non condivide, altrimenti perché andarsene così di fretta? «Non c’entra il livello locale, quando era segretario di partito Matto Renzi, avevamo visto persone nuove con tanta voglia di fare, poi dopo è tornato il vecchio partito di sempre, tutt’altro che riformista e allora ho colto l’opportunità, ma non lascio la maggioranza ad Ancona». 

Lei è stato un militante del Partito Comunista, sindacalista della Cgil e poi Ds, Pds e Pd. Come ci sta con uno che, da sinistra, viene visto come uno di destra? « Io non l’ho mai visto di destra». 

Ma ha capito cosa intendo, Renzi è un riformista liberale. «Ma infatti non credo che se sei liberale sei di destra, lei ha fatto riferimento alla mia storia di sindacalista. Io c’ero quando è arrivata la grande distribuzione, quando si sono visti i danni ai piccoli produttori locali da parte di una certa grande economia e lì non c’era Renzi non c’era, le riforme liberali non sono a prescindere di destra». 

Quindi cosa recrimina al Partito Democratico?

«Una volta il Pd sapeva comunicare, era vicino alle persone ed era centro di aggregazione, quello che faceva una volta il Pci e oggi ha smesso di fare il Pd. Spero che si possa tornare a fare con il nuovo progetto di Renzi».

Sta nascendo Italia Viva ad Ancona? «Aspettiamo la Leopolda . Aspettiamo, poi ci organizziamo a livello territoriale, ma sicuramente ci organizzeremo». 

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