Migranti, diritti violati: denuncia da associazioni, politici e cittadini contro Salvini

Dopo il caso della nave Diciotti arriva la presa di posizione contro la politica del Viminale. Tra i firmatari anche il consigliere regionale Volpini e l'ex sindaco Angeloni

Un lungo elenco di nomi e di associazioni che hanno voluto mettere la faccia per dirsi “indignati” e denunciare «la politica del Ministro Salvini e del suo governo. Dopo gli ultimi fatti della nave Diciotti ci siamo ritrovati ed abbiamo steso, con la consulenza di legali, un manifesto». I firmatari vogliono denunciare «la tragica violazione di diritti umani ad opera del governo italiano, secondo cui ai migranti è legittimo ridurre, fino a negare, il diritto all’accoglienza» e citano come violati gli articoli 2 e 3 della Costituzione. «Lo straniero quindi, "regolare " o "clandestino" che sia – dicono - in quanto persona umana è portatore dei diritti fondamentali tra cui rientrano il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale, il diritto a non subire trattamenti degradanti, di agire in giudizio, il diritto alla difesa e alla  cura. Tali diritti sono stati  violati più volte durante il recupero di imbarcazioni sovraccariche e di salvataggio in mare di migranti, sia negando alle navi intervenute l'attracco in porti nazionali "sicuri", e dunque costringendoli a lunghe navigazioni ai confini del Mediterraneo, sia negando lo sbarco dei naufraghi su una nave della nostra Guardia Costiera, seppure autorizzata ad attraccare».

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Hanno aderito al manifesto, oltre ad Anpi, associazione Le Rondini, Cgil Senigallia, Libera Senigallia, Gris, La città Futura, Possibile, Movimento donne contro il razzismo e associazione Confluenze, anche numerosi politici e cittadini. Tra questi ci sono l'ex sindaco di Senigallia Luana Angeloni, l'ex parlamentare Beatrice Brignone, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo e il consigliere regionale Fabrizio Volpini, il parroco della chiesa del Portone, Don Paolo Gasperini e tanti altri. «Non possiamo permettere che il nostro Paese dimentichi la cultura dell’accoglienza e della solidarietà che, pur nella complessità del fenomeno, deve continuare a definire la nostra identità nazionale» conclude il manifesto.

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