“Basta sprechi di Stato” : Fare manifesta davanti all’Agenzia delle Entrate

“I comitati marchigiani si sono dati appuntamento per manifestare il proprio dissenso contro gli sprechi di stato, una spesa pubblica abnorme e fuori controllo che non può che produrre altre tasse e altra recessione”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

I comitati marchigiani si sono dati appuntamento questa mattina davanti alle sedi dell’Agenzia delle Entrate di Ancona, Macerata, Fermo, Fano e Pesaro per manifestare il proprio dissenso contro gli sprechi di stato, una spesa pubblica abnorme e fuori controllo che non può che produrre altre tasse e altra recessione.

Rispondendo alla mobilitazione nazionale, che ha visto coinvolti tutti i comitati d’Italia, nelle principali città del paese, i comitati marchigiani si sono coalizzati per “colpire” le principali sedi dell’ente simbolo dello stato tassatore che sembra lontano anni luce dai bisogni e dalle problematiche di cittadini, famiglie e imprese.
Con un’azione che è durata tutta la mattinata i fattivi marchigiani hanno voluto far sentire il proprio grido di opposizione ad una gestione della finanza pubblica fallimentare e vessatoria, indegna di uno stato democratico.

1001886_433353643438349_1204753771_n-2“Si tratta del primo importante gesto di opposizione nei confronti di un sistema pubblico inefficiente e oppressore che ci costringe a vivere e lavorare senza prospettiva né libertà” ha dichiarato il presidente Alessandro Stecconi.  “Anche questo governo sembra del tutto indifferente rispetto alla problematica di una spesa pubblica abnorme che gioco forza determina una fiscalità ormai insostenibile – ha ribadito lo stesso Stecconi – e anzi si vanta di aver ottenuto in Europa maggiori possibilità di spesa, portando avanti il falso teorema per il quale a maggiore spesa corrisponde più crescita. Basta leggere i dati economici italiani degli ultimi venti anni per avere in mano l’evidenza di questa inaccettabile falsità. Più spesa vuol dire più tasse e in questo momento, aumentare ancora la pressione fiscale significa condannare l’Italia e quel poco che resta del suto tessuto produttivo alla catastrofe .”

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