La spallata di Zinni: rassegniamo le dimissioni e alle urne a primavera

Il consigliere Pdl cerca 21 consiglieri dimissionari per far cadere la giunta. Gramillano: "Facciamo come Porto San Giorgio e andiamo a votare"

Giovanni Zinni, consigliere comunale e regionale Pdl

Giovanni Zinni affida ad una lunga lettera aperta il suo piano per costringere il Sindaco Fiorello Gramillano a rassegnare le dimissioni e ridare la parola agli elettori:

“Cari colleghi Consiglieri, è indubbio che lo stato in cui versa il Comune di Ancona sia grave. Vorrei fare con voi qualche riflessione “davanti a tutti” proprio perché questo contesto di decadenza del nostro capoluogo purtroppo, piaccia o meno, si interseca con il tema della “classe politica uguale casta”. Che c'azzeca direte voi? Innanzitutto vorrei fosse chiaro che lungi da me credere che i Consiglieri Comunali siano la casta: tutt'altro, spesso sono le vittime di un meccanismo perverso in cui si appare consumati politici di carriera quando non lo si è affatto, tranne qualche caso singolo.

[…]Però siamo i rappresentanti eletti dal Popolo e se questo Consiglio produce buona politica o no è responsabilità nostra, anche se ad onor del vero con prevalenza della maggioranza sulla minoranza.
Questo è il punto: se Gramillano insiste, se la Giunta non governa, se ad Ancona i problemi si moltiplicano, se il Consiglio non incide su nulla, comunque tecnicamente la responsabilità è nostra.
Quando leggo che il neo Presidente Perticaroli afferma che 21 voti su 41 non dicono nulla perché si può governare anche con meno mi spavento: questa affermazione non solo è alienata dalle più elementari regole della matematica (mica si può governare sperando che un'influenza aviaria colpisca mezzo consiglio!!!) ma è sradicata dal rispetto della volontà popolare, che pretende un governo “sveglio” della città.
Questa affermazione ci “ammazza” politicamente e ci mette nelle condizioni di essere la casta che sta lì a tutti i costi.

[…] Siccome è evidente che una maggioranza non può governare né con 21 voti né con le malattie dei consiglieri né infine con le astensioni tattiche, non sarebbe forse il caso senza tanti psicodrammi di ridare la voce agli elettori SOVRANI di Ancona in primavera?? Forse non è il caso di insistere perché la gente non ne può più? Io mentre sono lusingato di esser stato eletto Consigliere regionale poiché posso fare tentativi di legiferazione, non vi nascondo che provo vergogna a far parte di questo Consiglio Comunale, e non certo per colpa di molti Consiglieri che stimo sinceramente per l'onesta di appartenenza e i tentativi di fare attività.
Ma il Consiglio non è un reality show: è una finestra sul Popolo in cui conta solo la dignità del percorso politico. Oggi questa dignità non traspare e la gente non ci apprezza. Facciamo come Porto San Giorgio: 21 dimissioni spontanee protocollate e tutti a casa. La mia è pronta e disponibile sin da subito. Altre sono pronte, ne mancano ancora poche...Non pensiate che quel che dico sia un tatticismo della politica e non pensiate che voglia mettermi in cattedra. Ho già deciso che non mi ricandiderò a Consigliere comunale la prossima volta. Ma non possiamo più tergiversare, il Popolo non lo tollera. Andiamo a votare. Lo dico come Dirigente del mio partito, Il Popolo della Libertà di Ancona.”
    
 

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