Hotel House, il consiglio approva la deliberazione da inviare alle Camere

Il “condominio-quartiere” di Porto Recanati sarà al centro delle attenzioni nazionali attraverso un’apposita voce di Bilancio

Dopo circa quattro ore di intenso dibattito, ha ottenuto il via libera dell’Assemblea legislativa,con 19 voti a favore, 3 astenuti e 4 contrari,  la proposta di deliberazione concernente la richiesta, da inviare alle Camere, per inserire all’interno del Bilancio di previsione dello Stato 2017 e pluriennale 2017/2019 un apposito capitolo di spesa per la messa in sicurezza e riqualificazione urbanistica della struttura abitativa di Porto Recanati, nota come “Hotel House”.

La proposta originaria, che ha avuto un iter piuttosto spedito (era stata infatti depositata a fine settembre), porta la firma dei consiglieri Luca Marconi (Udc), primo firmatario, Fabio Urbinati (Pd), Boris Rapa (Uniti per le Marche) e dell’assessore Angelo Sciapichetti, ai quali si sono successivamente aggiunti i consiglieri Francesco Micucci (Pd) e Peppino Giorgini (M5S) . Si tratta di un passaggio fondamentale per cercare di arginare concretamente un problema di ordine strutturale, abitativo, sociale e di pubblica sicurezza di enormi dimensioni. Un problema che, attraverso la deliberazione, assurge a questione di carattere nazionale, non potendo più essere gestito a livello locale. Soddisfazione per l’approvazione dell’atto è stata espressa dal consigliere primo firmatario, Luca Marconi: “Con la legge si pone in primo piano, a livello di emergenza nazionale, la situazione dell’Hotel House e, con esso, quella dell’area interessata e del comune di Porto Recanati che ospita la struttura”.

«Non è secondario il fatto che vi sia stato un dibattito di quasi quattro ore sull’argomento – aggiunge Marconi – a testimonianza di un problema reale e molto sentito per giungere ad un provvedimento che offre una soluzione concreta rispetto a tante chiacchiere da salotto che si sono protratte per oltre dieci anni». «L'intento – ha concluso Marconi – non è quello di favorire la speculazione o qualche privato, ma esclusivamente quello dell’inserimento del condominio-quartiere nel novero delle priorità sulle quali intervenire per una riqualificazione urbana così come fatto per altre zone degradate delle grandi città italiane».

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