Bufera Fincantieri, Potere al Popolo: «Caporalato, sfruttamenti e salari da fame»

Così Potere al Popolo dopo la bufera che ha investito Fincantieri: «Fenomeni che accadono con la tolleranza pilatesca, e in fondo complice, della proprietà e della direzione Fincantieri e nel silenzio della politica»

Fincantieri (foto di repertorio)

ANCONA - «L'indagine della Guardia di Finanza sui subappalti dentro Fincantieri, in particolare al cantiere di ancona, al di là della specifica vicenda penale che avrà il suo corso, sta scoperchiando una pentola più generale fatta di caporalato, sfruttamento, salari da fame, condizioni di lavoro intollerabili, che attraversa l'insieme del mondo delle ditte in appalto che coinvolge 2500 lavoratori circa. Fenomeni che accadono con la tolleranza pilatesca, e in fondo complice, della proprietà e della direzione Fincantieri e nel silenzio della politica e delle istituzioni locali, regionali, nazionali con l'unica meritoria eccezione delle lotte e delle denunce della FIOM-CGIL». Così Potere al Popolo dopo la bufera che ha investito Fincantieri

«Potere al Popolo di Ancona - si legge in una nota -  intende iniziare una campagna di denunce e di informazione sulla questione con l'attivazione  di una presenza davanti al cantiere, l'organizzazione di un questionario e la realizzazione di una iniziativa che rompa questa coltre di silenzio e di sottovalutazione e riveli quanto la brillante e celebrata performance di Fincantieri di che " lagrime grondi e di che sangue».

Le indagini

Diciannove imprese del settore della cantieristica navale, quasi tutte con sede a Mestre, sono oggetto degli accertamenti svolti dalla guardia di finanza veneziana relativi a una serie di reati legati ai lavori affidati in subappalto da Fincantieri. Quasi tutte, già, perché una di queste ha la sede anche ad Ancona, è di proprietà di un bengalese e le fiamme gialle sono arivate anche nel capoluogo dorico per effettuare una serie di perquisizioni in uffici e appartementi privati. Le indagini riguardano sfruttamento della manodopera, corruzione tra privati, dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture false. Come riporta il giornale online VeneziaToday, tra gli indagati ci sono anche 12 tra dirigenti e funzionari della stessa Fincantieri. Inoltre, i finanzieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un bengalese proprietario di due aziende appaltatrici a Mestre e il sequestro preventivo di oltre 200mila euro per il reato di sfruttamento della manodopera. Le perquisizioni in corso sono ottanta.

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