Falconara, Insieme Civico sfiducia la capogruppo Al Diry

La questione McDonald's è solo l'ultimo round di un braccio di ferro che va avanti da tempo. Da una parte il direttivo della lista civica, dall'altra l'eletta Yasmin Al Diry che non molla: "Questioni di potere che non mi appartengono. Resto per i cittadini"

Yasmin Al Diry

Rottura tra Insieme Civico e Yasmin Al Diry con la civica che sfiducia la consigliera e quest'ultima a respingere le accuse al mittente e a mantenere i colori della civica in consiglio comunale senza cambiare gruppo. Sono le conseguenze della divergenza di opinioni sulla questione McDonald's. Gli attriti però partono da lontano. Un passo indietro. Insieme Civico aveva previsto una rotazione annuale dei consiglieri in virtù del quale la Al Diry avrebbe dovuto dimettersi nell'estate del 2014 per fare spazio a Michele Chiappa, primo dei non eletti della lista alle Comunali 2013. Ingresso gradito al sindaco Goffredo Brandoni che non ha mai visto di buon occhio la battagliera capogruppo per tutta una serie di iniziative non condivise: commissioni Ambiente convocate su temi caldi (le puzze a Castelferretti, ad esempio), proposte politiche (osservatori volontari) e prese di posizione (sicurezza e McDonald's). Così non è stato. La Al Diry all'epoca aveva lamentato uno scarso supporto del direttivo al suo lavoro in consiglio comunale e aveva chiesto sei mesi di proroga, "fino a dicembre 2014 – scrivono in una nota Marco Giampaoletti, Claudio Bigi e Stefano Nocioni - ed è stata concessa. A inizio 2015 le abbiamo chiesto di lasciare il posto a Chiappa ma Yasmin ha confermato di non volersi dimettere perché sosteneva il direttivo non la supportasse. Siamo a novembre ed è ancora sugli scranni non rispettando gli accordi con candidati e direttivo. Insieme Civico non sarà più rappresentato da lei".

Va detto che i consiglieri comunali, come tutti i rappresentanti politici italiani, non hanno vincolo di mandato. Dunque, pronta la risposta. "Non è possibile sfiduciare un consigliere eletto dai cittadini – è il commento della Al Diry - semmai è il consigliere stesso che può decidere di non rappresentare più la lista. La mia attività di consigliere comunale è rivolta e vincolata esclusivamente nei confronti di chi mi ha eletto e dell’intera comunità di cittadini che rappresento. È per tale motivo che continuerò, senza alcuna titubanza, ad impegnarmi nell’ascolto dei bisogni e delle esigenze dei cittadini nel ruolo di consigliere comunale". E l'accordo? "Quanto espresso da questi signori - conclude - è una semplice opinione personale dei firmatari e non rispecchia l’intendimento della maggior parte dei componenti di Insieme civico, dai quali ho ricevuto invece attestati di stima e di sostegno in questi ultimi giorni. Vorrei inoltre ricordare a Giampaoletti, Bigi e Nocioni (i primi due non si sono neppure candidati alle elezioni e sono peraltro residenti a Jesi) che non sono stata coinvolta in nessuna delle decisioni e delle riunioni importanti organizzate da questi ultimi. Il loro reiterato atteggiamento mi aveva fatto riflettere e prendere le distanze. Si dichiarano rappresentanti della lista e invece fanno dichiarazioni ufficiali a nome del gruppo senza coinvolgere il resto dei componenti della lista stessa. La loro polemica nasce in realtà per ben altre questioni, di carattere politico e di potere, che non mi appartengono".

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