“Giù le mani dai mutilatini”, manifestazione alla baia: «Cortile di interessi privati»

Una manifestazione per chiedere lumi e novità sul futuro della ex casa colonica di Portonovo

La manifestazione a Portonovo

Giu’ le mani dai mutilatini”. L’ennesima voce si è alzata proprio da Portonovo dove lo stabile di proprietà del comune marcisce abbandonato da diversi anni. La manifestazione è scattata ieri mattina, a scendere in baia è stata l’Associazione di Promozione Sociale Portonovo per Tutti e altre sigle per un totale di oltre 50 persone. Obiettivo: ribadire la proposta di valorizzazione dell'edificio. La richiesta indirizzata al Comune è infatti quella di fare chiarezza sulle intenzioni future sull’ex casa colonica per la quale proprio l’associazione aveva proposto la riconversione a ostello da 55 posti con un centro di educazione ambientale e di promozione dei prodotti del territorio. La garanzia fidejussioria di 4 milioni di euro chiesta dal Comune, ritenuta sproporzionata, ha di fatto bloccato tutto (il bando andò deserto) oggi si è tornati a chiedere chiarezza e, soprattutto, misure per sbloccare la questione. Al sit in hanno aderito Altra Idea di Città, C.A.I Ancona, Casa delle Culture, Pungitopo, Coordinamento Marche Beni Comuni, Mare Libero, Mezzavalle Libera, Forum Paesagio Marche, Gas-tigo, Italia Nostra Ancona, Laboratorio Sociale, M5S Ancona, PCI, Portonovo Pesca, Slow Food Ancona Conero, Urlo, WWf di Ancona e Macerata.

«Presto una nuova manifestazione di interesse»

«L’edifico degli ex-mutilatini a Portonovo è in uno stato di indecoroso e pericoloso abbandono che si aggrava sempre di più. L’amministrazione Comunale non si prende cura di un bene di sua proprietà. Ciò è incomprensibile – commenta in una nota Portonovo per Tutti- a breve la compagine di imprese, rafforzata nella sua composizione e nella determinazione a realizzare il progetto, protocollerà in Comune una nuova manifestazione di interesse. Oggi hanno manifestato a Portonovo più di cinquanta cittadine e cittadini per protestare contro l’inadempienza e il rifiuto di confronto democratico da parte del Comune. Nonostante le sue ripetute promesse in pubblico, la Sindaca Mancinelli ha eretto un muro di gomma contro il progetto di recupero degli ex-mutilatini, approvato nel 2015 dalla sua stessa Giunta. Non ha mai incontrato la compagine di imprese e associazioni locali che ha protocollato in Comune da più di un anno una manifestazione di interesse per ristrutturare in 2 anni gli ex-mutilatini e gestirli per 28 anni come ostello con 55 posti letto e centro di educazione ambientale al servizio della collettività. Sindaca e Vice sindaco, da un anno a questa parte, hanno più volte promesso che ci avrebbero incontrato a breve». E ancora: «Non pensiamo, come afferma la Sindaca, che il bando emesso l'anno scorso sia stato formulato per facilitare la partecipazione delle imprese sociali- sostiene l’associazione- al contrario, si è trattato di un bando contenente condizioni troppo gravose per questo tipo di imprese, e infatti è andato deserto. E’ inaccettabile come si stia mortificando la volontà di partecipazione democratica di tanti cittadini e associazioni che in questi anni hanno lavorato volontariamente e senza fini di lucro, per il recupero e il riuso pubblico degli ex-mutilatini a Portonovo. Siamo stanchi di essere presi in giro dalla Sindaca, ma non molliamo».

 

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Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Rubini, capogruppo di Altra Idea di Città: «A 5 anni dalla nostra denuncia che svelava la volontà dalla Mancinelli di vendere lo stabile ex Mutilatini, malgrado l’impegno dell’associazione Portonovo per Tutti capace di presentare un progetto di riqualificazione complessiva dell’area, lo stabile vive ancora uno stato di abbandono e distruzione indecente (GUARDA IL VIDEO). Una situazione vergognosa – continua Rubini - che vede la maggioranza di centrosinistra silente e co-responsabile del silenzio della giunta comunale. Come altra idea di città chiediamo che, una volta per tutte, sia dato seguito al progetto dell’associazione Portonovo per Tutti per la realizzazione di un ostello per il turismo ambientale e sostenibile. Portonovo non può più essere trattata come il cortile di casa degli interessi privati di pochi a scapito di tutti».

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