Parchi, Stacchietti vs Sciapichetti: «Siamo la Regione di Babbo Natale»

Il presidente del Parco del Conero in polemica con l'assessore regionale all'Ambiente sulla questione incendi e sulla situazione dei parchi

foto di repertorio

«Si tratta di sopravvivere da poveri tutto l’anno per scoprire che a dicembre ci sono risorse e doni per tutti. Insomma, siamo nella Regione di Babbo Natale». Sono queste le parole di fuoco di Gilberto Stacchiotti, presidente del Parco del Conero in risposta all'assessore regionale Sciapichetti in merito alla questione incendi boschivi. «Sono davvero colpito dalla stizzita reazione dell’assessore regionale ai parchi ed alla protezione civile ad alcune mie riflessioni sulla vicenda del parco S. Bartolo - dice Stacchietti - che in un recente incendio hanno prodotto danni per 6 milioni di euro, oltre alla sensazione attuale di bellezza sfregiata. Intanto perché il tema merita particolare attenzione e la gravità di quanto è successo sulla costa pesarese – che ho constatato personalmente - dovrebbe comunque indurre tutti a migliorare sempre più l’efficacia delle strategie di prevenzione ed intervento. Però passione e tempestività vanno sempre apprezzati anche quando, come stavolta, il tono alla fine sembra piuttosto risentito, rinunciando ad un utile confronto sui contenuti. D’altra parte esprimere opinioni è modalità di dialettica e il rischio di essere considerati fautori di polemiche strumentali va messo in conto. Intanto una certezza. E’ stato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile - Fabrizio Curcio - a denunciare nel giugno scorso che le Marche sono tra le 6 Regioni prive di propri mezzi volanti per la difesa dagli incendi. Credo sia evidente la differenza tra il disporre di propri mezzi e chiederne in collaborazione ad altri. Niente flotta aerea marchigiana – quindi pluralità di mezzi - e nel 2017 nemmeno l’elicottero in passato disponibile dalla base di Falconara. Una figuraccia sulla stampa nazionale cui non mi risulta l’assessore competente abbia reagito con altrettanto livore. Per quanto riguarda la situazione dei parchi, l’interlocutore regionale continua con la solita cantilena del rinvio a future disponibilità economiche, mentre sarebbero urgenti e preziosi segnali di concretezza e risorse disponibili oggi».

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«Lo ribadisco - aggiunge - oggi, perché la gestione è un’attività quotidiana e costante non assimilabile quindi ad una ritinteggiata di fine stagione. Al contrario, l’assessore competente precisa anche in questo caso che ai “lavoratori e volontari con il prossimo assestamento di Bilancio arriverà la somma necessaria per il mantenimento dei mezzi con i quali svolgono la loro preziosa attività.” Una giustificazione in sintonia col motto latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta”. Insomma per la protezione antincendio come già per la gestione dei parchi la forte volontà politica – sempre sbandierata e riconfermata a mezzo stampa - si scontra con esigenze tecnico-contabili (o citando l’assessore con “i vincoli di spesa imposti ad un ente pubblico “) per cui bisogna fare un atto di fiducia e attendere l’assestamento di bilancio di fine anno con la soluzione di ogni problema. Finalmente! Alla faccia del piano quinquennale e delle strategie di programmazione che invece come logica insegna vorrebbero definire con tempestività il quadro delle risorse per il sistema delle aree naturali protette e consentirne la necessaria regolarità gestionale ed amministrativa. Nel documento principale di riferimento approvato il 26 luglio 2016 – piano quinquennale per le aree protette (PQUAP) 2016/2020 - d’altra parte è la stessa Regione Marche ad impegnarsi che rispetto alle spese correnti di parchi e riserve “nell’ambito del bilancio di previsione regionale verranno pertanto univocamente assegnate le risorse finanziarie necessarie per la gestione di ciascuna area protetta che saranno poi trasferite ai singoli enti gestori, con decreto del dirigente dell’ufficio preposto, con ciò consentendo, sin dall’inizio dell’anno, una migliore ed efficace programmazione delle attività da parte di questi ultimi.” Impegno che giunti ad agosto mi sento di dire che non sia stato proprio rispettato. Quindi, in sintesi, si tratta di sopravvivere da poveri tutto l’anno per scoprire che a dicembre ci sono risorse e doni per tutti. Insomma, siamo nella Regione di Babbo Natale. E almeno a fine anno, di fronte al concretizzarsi di tanta generosità di cui saremo infinitamente grati, tutti diventeremo più buoni. Però non chiedetemi di svelare chi sia il Babbo Natale. Per favore, poi si arrabbia ancora. Credo che come presidente di un Ente parco con 30 anni di storia alle spalle queste mie esternazioni siano doverose di fronte a comportamenti sempre più incomprensibili da parte di una Regione che alla bellezza e alla ricchezza della sua natura protetta dovrebbe destinare le energie migliori, in tutti i sensi. E se questa è visibilità giudicatelo pure voi».

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