Tombolini sul risultato delle urne: «Città indifferente, rassegnata e disinteressata»

Così il candidato sindaco del centrodestra Stefano Tombolini, che si prepara al ballottaggio del prossimo 24 giugno

«Col 45,4% di non votanti Ancona è la città italiana dove la disaffezione verso la politica si è mostrata in tutta la sua reale connotazione. Su 80 mila e 551 aventi diritto al voto, soltanto 43 mila 979 lo hanno esercitato compiutamente. Figurarsi cosa potrebbe accadere il prossimo 24 giugno. A meno che paradossalmente non si mettano seggi balneari a Palombina, al Passetto ed a Portonovo». Così il candidato sindaco del centrodestra Stefano Tombolini, che si prepara al ballottaggio del prossimo 24 giugno.

«Comunque, sempre dati  alla mano, coloro, che hanno votato progetti alternativi a quelli del Pd e dell’ex sindaca renziana sono stati oltre il 52%. Ovvero circa 22 mila. Fatti questi conti si vede chiaramente che il sistema di potere stretto attorno a colei che al primo turno rappresenta a malapena il 20% dell’intero corpo elettorale, ha serrato i ranghi per non essere travolto. Purtroppo questo è avvenuto nel sostanziale disinteresse di una fetta consistente di città, quasi nell’indifferenza, peggio ancora nella rassegnazione  di tutti coloro che vivono la quotidianità di una città la cui identità e le cui sofferenze sociali non possono essere asfaltate come fossero un tratto di strada con buche. Insomma, non si possono asfaltare le coscienze. Ecco, è proprio da qui che voglio ripartire. In questi pochi giorni che ci separano dal ballottaggio proverò a scuotere dal torpore l’Ancona che io conosco. La città fiera del le sue nobili origini, la città di Stamura, coraggiosa e mai doma. Ma cercherò anche rendere ancor più dettagliata quella progettualità che ci caratterizza e che potrebbe trovare adeguata attenzione in tutte le altre forze che hanno sostenuto l’alternativa. In particolare mi riferisco ai pentastellati fortemente ed ingenerosamente penalizzati da quell’elettorato liquido che non si è riconosciuto nell’anomala esperienza di governo del Paese. Ma soprattutto cercherò di dare agli scettici, a chi purtroppo ha fatto della rassegnazione la sua ragion d’essere, ai non votanti per vocazione, un motivo per tornare a votare. Lo farò illustrando alla città i progetti più significativi, presentando i punti cardine della squadra di governo, illustrando le delibere già pronte destinate appunto a rappresentare una prima svolta nei rapporti fra il Palazzo e la comunità. Per rialzare da testa, per non essere più dei sudditi ma dei cittadini che vogliono e debbono dire come la pensano. Ecco questo è l’impegno mio e della mia coalizione perché la parola cambiamento non venga seppellita dal darsi di gomito, dal farsi l’occhiolino complice da parte di quei professionisti della politica, di quei maneggioni che oggi si stanno fregando le mani  ma che il prossimo 24 giugno  potrebbero fregarsi il futuro nostro e dei nostri figli. Al lavoro, cambiare è ancora possibile».

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